domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Def. Padoan: valutazioni attente, non fantasie
Pubblicato il 05-10-2016


ministero-economiaI temi dell’economia rimangono al centro dell’attenzione. Da una parte la nota di aggiornamento del Def sul quale il prossimo martedì, del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato terrà una nuova audizione. Dall’altra i numeri dell’Istat. Dall’ufficio di presidenza della commissione Bilancio della Camera trapela che “nella seduta di giovedì prossimo il governo potrebbe fornire le informazioni integrative” richieste al documento. Ma solo qualora l’Ufficio parlamentare di bilancio validasse il documento, potrebbe tenersi una nuova audizione anche dell’Upb (Ufficio parlamentare del Bilancio) sempre martedì.

Nuova audizione di Padoan
Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dopo la mancata validazione del quadro programmatico contenuto nella nota di aggiornamento al Def da parte dell’Ufficio parlamentare di Bilancio è tornato sulla polemica sui numeri: “I numeri che produciamo – ha detto – sono basati su valutazioni attente degli impatti, non su fantasie né su aspettative irrealizzabili: sono aspettative realizzabili”. L’Ufficio parlamentare di Bilancio è  organismo indipendente nato nel 2014 con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee.

La nuova audizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, è conseguenza – viene spiegato – della richiesta avanzata dalle opposizioni, in base all’articolo 18 della legge 243 del 2012, dopo le differenti valutazioni sulla Nota di aggiornamento al Def da parte di governo e Upb. Nella giornata di ieri infatti 17 componenti della commissione Bilancio della Camera hanno chiesto che l’esame della Nota non sia concluso, in commissione, fino a quando il governo non abbia rese note le misure dettagliate che saranno previste nel ddl bilancio e l’impatto di queste misure sul tasso di crescita.

Inoltre, è stata avanzata la richiesta che una volta comunicate le misure, queste siano valutate dall’ufficio parlamentare del bilancio. Un’esigenza manifestata anche dal relatore alla Nota di aggiornamento al Def, viene evidenziato, che avrebbe espresso l’auspicio che il gap tra le previsioni del governo e quelle dell’ufficio parlamentare del bilancio possa essere colmato prima della conclusione dei lavori in commissione, sulla base delle informazioni supplementari che saranno rese note dal governo nel corso dell’esame.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, parlando del quadro macroeconomico della Nota di aggiornamento al Def e rispondendo a chi definisce troppo ottimistiche le previsioni contenute del Def, ha detto che “i numeri che produciamo sono basati su una valutazione attenta degli impatti, non su fantasia, né su aspettative irrealizzabili. Sono aspettative realizzabili”.  Il nuovo Btp a 50 anni “è stato accolto positivamente dai mercati. Io lo prendo come un segno di fiducia nel Paese, nel breve e nel lungo periodo”, ha poi aggiunto Padoan.

I dati dell’Istat
Nella nota mensile dell’Istat si legge che “i dati più recenti sull’economia italiana delineano uno scenario di persistente debolezza dei livelli di attività economica”. L’Istituto spiega che il cosiddetto indice composito anticipatore dell’economia “segna nell’ultimo mese l’ottava variazione negativa consecutiva”, suggerendo “per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza”. Qualche nota positiva però c’è: in Italia, sottolinea l’Istat, “il settore manifatturiero ha evidenziato lievi miglioramenti mentre le famiglie hanno incrementato i loro risparmi. I prezzi al consumo sono tornati ad aumentare dopo sette mesi. Inoltre la revisione del Pil del secondo trimestre ha portato a correggere al rialzo la variazione congiunturale degli investimenti fissi lordi, risultata pari a +0,2% (rispetto a -0,3% della stima precedente). Tuttavia, aggiunge l’Istituto di statistica, “a settembre, il clima di fiducia dei consumatori ha segnato la seconda flessione consecutiva. E se, si legge sempre nella nota, “le aspettative delle imprese sono risultate in miglioramento”, non vanno comunque oltre i “livelli dello scorso giugno”. Tutto ciò in un quadro internazionale dove, evidenzia l’Istat, “prosegue la fase di decelerazione degli scambi mondiali e di rallentamento dell’attività economica nell’area euro”.

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