sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

A Goro è andata in scena l’antipolitica incivile
Pubblicato il 26-10-2016


goroIl giorno dopo la rivolta i cittadini di Goro sono tornati a spiegare alla stampa le loro ragioni. “Noi paghiamo le tasse – hanno detto – e questo paese è nostro”. Il sindaco di Gorino, Diego Viviani, non ci sta a passare da razzista. “Siamo disponibili come gli altri – ha detto – siamo italiani: ci dispiace che il ministro Alfano ci abbia bollato come incivili”. A Goro c’erano anche persone contrarie alle barricate contro i profughi. “Io adesso devo rimettere assieme le anime, devo spiegare a quelli delle barricate di che cosa si trattava e di cosa si tratta quando si parla del fenomeno dei migranti. Non devono solo sentire le malelingue e le affermazioni volutamente contro, ma anche i pro e i contro come è giusto che sia”. E, ha aggiunto, “devo avere da loro una riposta meditata con calma e consapevole, non come quella di lunedì”. Perché il compito che si prefigge il primo cittadino è “spostare in consapevolezza la reazione data dalla paura e dal non sapere cosa stava accadendo con una requisizione”.
“Mettiamoci lì, facciamo vedere che siamo altra cosa e che siamo disposti a fare la nostra parte” la sua esortazione finale.
Le barricate contro l’arrivo di 12 donne profughe a Goro “mi hanno fatto una grande tristezza, non credo che gli italiani siano così, credo che siano irritati dal modo disordinato in cui viene gestito quello che non è una catastrofe, è un problema che va gestito meglio”, certo quello che sta accadendo nel piccolo centro nel ferrarese “non fa onore all’Italia”. Lo ha detto Emma Bonino.


A Goro è andata in scena la politica del fai da te, del civismo, dei 5 stelle, di nuovi modelli di autorganizzazione della società. Il modello di una società che la politica è un talk show, è la chiacchiera, il timore irrazionale che diventa proposta politica. Sono le barricate di Grillo contro il “sistema”, sono le urla di Salvini contro, l’Europa, sono i movimenti xenofobi che stanno mutando la tradizionale dialettica politica europea tra socialisti e cristiano democratici. È una società che si offre non alla ragione della risoluzione dei problemi, ma alla irrazionalità di spostarli. Mentre a Goro si aveva paura di 12 donne ed 8 bimbe, a Calais si toglieva l’imbarazzo di chi fuggiva da una guerra, da una misera, ma non lo “volevano” nella pace, come se anche questa fosse esclusiva.

Sonia Gradilone
Responsabile Immigrazione Psi

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