sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

“Altri tempi, altri miti”.
La Quadriennale
torna a Roma
Pubblicato il 31-10-2016


cristiana-perrella-la-seconda-voltaDopo otto anni di pausa la Quadriennale torna a Roma, con il titolo “Altri tempi, altri miti”. Al Palazzo delle Esposizioni fino all’8 gennaio 2017 sarà possibile ammirare una importante selezione di opere di arte contemporanea. La mostra presenta 99 artisti con 150 opere tutte recenti, molte realizzate per l’occasione, che sono raggruppate in 10 sezioni espositive. Il percorso espositivo è libero e il visitatore – a partire dalla rotonda centrale, che durante la mostra sarà animata da performance, incontri, proiezioni che sono parte integrante dei progetti espositivi di molti curatori – può iniziare la propria esperienza di visita da una qualsiasi delle sezioni espositive.

La 16a Quadriennale è concepita come una mappatura mutevole delle produzioni artistiche e culturali dell’Italia contemporanea e ognuna delle dieci sezioni espositive approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine, una genealogia che connota i progetti artistici.

Si può ad esempio partire da Periferiche, un progetto dedicato ad otto artisti che hanno scelto di lavorare nella “periferia” italiana, intendendola non più come un luogo di ritardo culturale, bensì come postazione, etica e poetica, per le proprie ricerche. E qui ci colpisce, tra le altre opere, “Listening is making sense”, una scultura musicale di Michele Spanghero, una composizione in cui le assi di legno sono usate come veicoli vibranti di suoni. Una scultura apparentemente silente: l’unico mezzo per entrare in contatto con il suono che emana è toccare la struttura stessa. Forse una metafora dell’isolamento contemporaneo.

La mostra Cyphoria – neologismo composto da Cyber e Dysphoria – analizza l’impatto dei media digitali su vari aspetti della vita, dell’esperienza, dell’immaginazione e del racconto. Qui ci è particolarmente piaciuta l’opera di Federico Solmi “The father of this Nation (Giulio Cesare)”, che si inserisce in una serie di composizioni molto originali di questo artista, a metà tra il tradizionale ed il contemporaneo. Nel caso specifico si tratta di una installazione video che riproduce in forma ironica la marcia trionfale di Giulio Cesare, contestualizzata in un frame pittorico dai colori molto allegri ed altrettanto ironico.

Di assoluto interesse è anche la sezione La democrazia in America, che invita ad approfondire alcuni aspetti della storia dell’Italia contemporanea attraverso una rilettura del pensiero di Tocqueville. In questa sezione ci ha colpito l’opera di Adelita Husni-Bey dal titolo “Agency – Giochi di Potere”. Un racconto video del2014 in cui alcuni ragazzi si cimentano con la costruzione di un nuovo modello sociale: a fare da sfondo sono le relazioni di potere tra caste in una società di tipo contemporaneo.

denis-viva-perifericheNella mostra La seconda volta,  troviamo un nucleo di autori accomunati da un interesse per l’uso di materiali densi di storie già vissute che reinterpretano in insospettabili combinazioni, secondo una poetica della trasformazione. Il nostro interesse è stato catturato da Lara Favaretto con il  trittico dal titolo “032-212”: l’artista trevigiana dovrebbe proseguire in questa sperimentazione che sembrerebbe avere notevoli potenzialità.

Entro metà novembre saranno proclamati l’artista vincitore assoluto della sedicesima Quadriennale, a cui andrà un premio da 20.000 Euro, e, grazie al contributo della famiglia Illy, con 15.000 Euro l’artista under 35 che con il proprio lavoro avrà espresso una particolare freschezza espressiva nel panorama delle tendenze del contemporaneo italiano.

Nel complesso l’esposizione Quadriennale segna un grande ritorno culturale per Roma, ed il merito va in primis al presidente della Fondazione La Quadriennale Franco Berbabè per aver fermamente creduto nel progetto. Una buona notizia per una città ultimamente agli onori delle cronache con notizie non sempre positive. Da visitare per chi abbia voglia di rileggere la realtà con altri occhi.

Al. Sia.

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