martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Banche. Supervertice
al Mef con Bankitalia
Pubblicato il 03-10-2016


viscoUn supervertice al ministero dell’Economia e delle finanze sulla crisi del sistema bancario. Nella scorsa settimana, la Borsa è stata influenzata dall’attesa di una soluzione per la cessione di tre delle quattro «good bank» a Ubi e dal crollo dei titoli di Deutsche Bank, le cui vicende aprono nuovi scenari a livello europeo, creando forti scossoni anche in Italia dove il comparto manifesta fragilità. Al tavolo dovrebbero esserci il ministro Pier Carlo Padoan, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e i vertici di Unicredit, Intesa e Ubi oltre a quelli dell’Abi (l’Associazione bancaria italiana), del Fondo Atlante e dell’Acri. Le prime convocazioni del Mef sono arrivate venerdì pomeriggio senza un ordine del giorno e quindi per un confronto molto aperto poiché la situazione è delicata. Sarebbe il primo incontro tra governo e sistema bancario dopo la pausa estiva anche se i nodi da sciogliere non sono cambiati e pochi giorni fa il Governatore Visco ha chiesto un intervento dello Stato sulla crisi delle banche. L’emergenza Mps, le good bank nate un anno fa dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche e dalle Casse di risparmio di Chieti e Ferrara (per le prime tre sarebbe interessata Ubi, per l’ultima si attende una soluzione diversa). Inoltre bisognerà fare i conti con l’inflessibile Vigilanza della Bce. Sul tavolo ci potrebbe essere anche il Fondo Atlante con tutti i problemi di ripartenza nel mercato dei crediti deteriorati. I crediti deteriorati sono ormai una pesante zavorra nei bilanci delle banche. Questa situazione inevitabilmente porterebbe a discutere sulla funzione svolta dalle garanzie pubbliche con lo schema «Gacs».

Le tematiche che concorrono al risanamento del sistema bancario sono molteplici e bisogna tenere presente che la Vigilanza della Bce ha un ruolo di fondamentale importanza. Sempre oggi dovrebbe esserci un confronto, probabilmente in teleconferenza, tra il consigliere delegato Victor Massiah per UBI ed i membri della Vigilanza europea guidata da Danièle Nouy.

Se il governo è riuscito a strappare una proroga alla Commissione Europea per proseguire il negoziato oltre la scadenza iniziale di fine settembre, la Bce sarebbe irremovibile sulla richiesta a Ubi di un aumento di capitale da circa 600 milioni di euro una volta acquisite Banca Marche, Banca Etruria e Chieti, per un rafforzamento patrimoniale complessivo. L’UBI, invece, sarebbe disposta a mettere sul piatto un esborso di 400 milioni il quale in realtà sarebbe controbilanciato dai risparmi fiscali concessi dal Tesoro in uguale misura. Su quest’ultima ipotesi non ci sarebbe il gradimento della BCE. Inoltre, non ultima c’è la questione dei crediti deteriorati delle good bank per i quali la Bce ha chiesto ad Ubi la cessione per complessivi 1,6 miliardi di euro. Domani si riunisce di nuovo il consiglio di gestione di UBI che vorrebbe che i crediti deteriorati venissero preventivamente scaricati dal bilancio.

Salvatore Rondello

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