venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Banchieri, “marionette”
a caccia di nobiltà
Pubblicato il 17-10-2016


BancheNon è la prima volta che le lacune del nostro sistema bancario ci appaiono in maniera così cristallina e smacchiata, però, facendo a meno di intraprendere pindarici viaggi nel passato – anche perché non saprei dove avventurarmi e se cercassi su internet scommetto verrebbe fuori un pasticcio, un minestrone di quelli industriali e pieni di conservanti, mica quello genuino della nonna! –  mi sforzo di rivisitare la mia memoria in tempi recenti. Ebbene c’è stato un periodo in cui fare il banchiere rappresentava un mestiere senz’altro oneroso, ma più agevole da svolgere. Un banchiere sapeva amministrare i risparmi e finanziare quelle piccole imprese che, dal “boom” fino agli anni Novanta, a poco a poco, sono cresciute e sono andate a rappresentare il motore del sistema economico e produttivo nostrano. Era l’Italia della crescita economica, del lavoro e dello sviluppo. Poi, con un colpo di spugna, abbiamo privatizzato gli istituti di credito, ma con un aggravante non di poco conto: abbiamo lasciato agli acquirenti i precedenti privilegi istituzionali, le garanzie proprie del sistema “pubblico”.

A questi nuovi parvenu della finanza abbiamo affidato tutti i gioielli di famiglia, senza garanzie in cambio. È stato quando li abbiamo visti girare per il castello in canottiera e infradito, con i nostri brillocchi al collo, che abbiamo capito di aver sbagliato! Ma ormai era troppo tardi: Fazio già allenava la squadra dei furbetti del quartierino! Inutile il suo goffo tentativo di mimetizzare i propri “ragazzi”, facendogli indossare vestiti su misura e cravatte di Fenollo, per non sfigurare soprattutto ai consigli d’amministrazione del Corriere della Sera.

Questi maldestri yuppies giravano per i corridoi delle banche storiche in brache corte, addentando cosce di pollo e bevendo vini francesi nei bicchieri del servizio buono. E i loro “discepoli” non furono meglio. Del resto, con i maestri che si ritrovavano, hai voglia a far corsi di aggiornamento professionale e training finanziari!

La “seconda generazione” fu del tutto impreparata ad affrontare quella crisi che ha schiacciato nella morsa della disperazione centinaia di famiglie italiane. Intanto, imperterriti, i banchieri d’Oltralpe hanno continuato a cambiare radicalmente il sistema bancario del Vecchio continente, lasciando però quei banchieri inetti ai posti di comando. Gli unici a tenersi alla larga da questo pasticcio sono stati gli inglesi: sarà forse solo un caso se la piazza finanziaria londinese è una delle più importanti al mondo?

Nel frattempo, noi italiani siamo tuttora intenti a guerreggiare quei banchieri a caccia di nobiltà, dei quali non capiamo la lingua e il significato dei discorsi… forse perché sono intenti a masticare cosce di pollo e a sorseggiare del Sauvignon d’annata, in barba alle imprese che chiudono battenti e a tutte le famiglie che non arrivano a fine mese!? Nonostante i ladrocini con cui hanno depredato i risparmi degli italiani con le azioni “finte”, e poi aver portato al fallimento le stesse banche che ancora dirigono, fanno carriera e prendono centinaia di migliaia di euro di stipendio. E pensare che molti di loro arrivano dai mestieri più “variopinti”, ma qui… ci vorrebbe Checco Zalone!

Angelo Santoro

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