martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Battere il ‘No’ significherà far vincere anche i socialisti
Pubblicato il 14-10-2016


Gli errori sono stati tanti da parte del Pd ,anche di Matteo Renzi e persino il nostro partito non va risparmiato .Certo ,mi rendo conto che serve a poco battere i pugni contro il proprio petto come fanno i cattolici nelle cerimonie religiose. Come laici e socialisti dovremmo riflettere sulle conseguenze di una possibile vittoria del “no”.
Siamo assolutamente contrari a questa prospettiva,anzi ci battiamo perché questo non avvenga,ma siamo convinti che questa volta sono in ballo interessi che vanno al là degli stessi contenuti del referendum. Mi sono più volte trovato a confrontarmi con chi aveva dichiarato che avrebbe votato “no” e quasi sempre si trattava di persone senza argomenti o con argomenti deboli,talvolta falsi e,peggio ancora influenzati dalla disinformazione diffusa ad arte da quell’armata Brancaleone,che va da Grillo, a D’Alema,Bersani ,Speranza,Quagliarello, Salvini, Meloni, Brunetta ,Fini, Rodotà ,
Zagrebelsky e così via. Ci siamo dimenticati sicuramente di qualcuno,oltre che i superstiti della Prima Repubblica,come Dini e Pomicino. Ma la variegata “armata” del no ci dovrebbe fare riflettere. A tutti questi si deve aggiungere Berlusconi che,anche se continua a dichiararsi fautore del “no”,in pratica non lo vediamo troppo impegnato a cavalcare crociate contro il “sì”. E non solo per ragioni di salute o perché attende con ansia una sentenza a lui favorevole dalla Corte di giustizia europea.
Probabilmente perché la “riforma di Renzi” somiglia molto a quella da lui varata e poi bocciata dagli elettori ,per l’offensiva durissima del Pds ,della Cgil e di tanti altri settori della sinistra. Anche questa volta la Cgil (uno dei pilastri del “partito dei conservatori”) non fa sconti al governo. In teoria la leader della Cgil si mostra più morbida con Renzi,ma in pratica fa capire che i sindacati sono per il “no”. Solo la Cisl e,in parte,la Uil si sono pronunciati per il “si”,lasciando però libertà di voto ai propri iscritti. Le grandi incognite sono rappresentate dagli imprenditori,dal mondo cooperativo ,dalle lobby finanziarie,dalla Chiesa. Ma i cosiddetti “ poteri forti “ non vogliono scoprirsi. Qualche imprenditore (Marchionne,De Benedetti,ecc.) si dichiara per il “sì” ,ma sommessamente,senza pubblicizzarlo troppo .Somigliano a tanti intellettuali che voteranno “sì” ,ma non lo vogliono pubblicizzare ,per paura,per “non scoprirsi”,perché il conformismo è sempre molto diffuso. Avete visto quale trambusto ha suscitato Roberto Benigni (il comico popolare della “Costituzione più bella del mondo” ) quando ha fatto sapere di essere d’accordo con la riforma ? Sembra che,per timori o convenienza,dopo aver letto la valanga di critiche sui social ,abbia fatto marcia indietro .Ma le sorprese non sono ancora finite. Anche nel Psi,dove si fanno sentire più le ragioni del “no” che quelle del “sì”,nonostante che il congresso di Salerno abbia approvato a grande maggioranza la conferma della legge di riforma.
Il vero problema è che il mondo dei media e della comunicazione in generale,per ragioni che nulla hanno a che vedere con i contenuti del referendum (nonostante l’indubbia influenza di Renzi sulla Rai ) è sostanzialmente contraria alla legge. Questo tema è stato sempre sottovalutato dal premier e dal suo governo ,senza pensare che alla fine risulterà determinante sull’esito del referendum .
Vorrei aggiungere (con riferimento alle polemiche all’interno del partito) che un’eventuale vittoria del no potrà avere esiti imprevedibili anche per la stessa sopravvivenza del Psi. Ne sono certo. Adesso non ho lo spazio per approfondire questo aspetto ,ma lo farò in seguito.
Per il momento vorrei solo ricordare che da almeno 40 anni sento parlare di riforme istituzionali: ho regalato in questi giorni le mie storiche collezioni di Mondoperaio alla Fondazione Nenni ed ho verificato che già con Nenni,Lombardi,De Martino .E poi Craxi,Martelli, Formica, Signorile e innumerevoli altri,studiosi e politici .si sono occupati di “grandi riforme”. Sono seguiti o si sono intrecciati i convegni di Rimini e tanti seminari . Quelle di oggi non sono certe quelle “disegnate” o sognate da tanti socialisti, ma molte soluzioni sono simili o vicine . Bisogna ragionare con coerenza con i nostri ideali e la nostra storia politica perché quello che realmente conta è la priorità assoluta agli interessi dell’Italia ,che superano quelli di partito,di future coalizioni e prospettive elettorali. Impegniamoci ,dunque, tutti in questa battaglia perché l’ auspicata vittoria del “si” non premierà solo Renzi ma anche gli sforzi e l’impegno del partito socialista che,più di ogni forza politica, si è sempre battuto storicamente per cambiare questo paese.

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Mi pare azzardato ritenere che il PSI possa avere risvolti negativi dal prevalere del NO. Il PSI soffre della sua debole proposta politica e dal ricordo di “come eravamo”. E dalla crisi del socialismo democratico indotto dalla prevalenza assoluta del capitalismo finanziario.

  2. Aldo Forbice: ” l’impegno del partito socialista che,più di ogni forza politica, si è sempre battuto storicamente per cambiare questo paese.”
    Non sono d’accordo e me ne dispiace.
    L’impegno del Partito socialista che conoscevo io, era battersi per MIGLIORARE questo paese, farlo rispettare dal consesso internazionale e non renderlo succube di altre forze politiche.
    Da sempre, anche quando, probabilmente sbagliando, Nenni propose il “Fronte Popolare”..
    le confuse modifiche apportate alla nostra carta fondamentale, non migliorano certo il suo impianto perché si guardano bene dal toccare le incrostazioni che mantengono inalterato il potere di chi l’ha sempre avuto.
    Allora va ricordato Pertini (ma non solo lui. Matteotti insegna) il quale affermava che se anche la miglior riforma riducesse la libertà del cittadino, egli non la voterebbe.
    Per questo il mio NO al referendum sara DECISO.

  3. Mah..Di cambiare ce n’è bisogno: di alleggerire il Senato, anche , e che siano anni su anni che non si riesce a produrre riforme significative, pure. Però non è che questa proposta brilli per chiarezza, o per mutare qualcosa di effettivamente strutturale. Come già detto in altri momenti, manca un respiro più lungo, manca una visione realmente d’insieme. Temo che il fronte del no, variato e caotico, abbia però un seguito da non sottovalutare. Se almeno si fosse pensata una legge elettorale più intelligente, ci sarebbero state possibilità in più.. Vige la vecchia forma politica : una cosa non te la concedo, non tanto perchè non sia giusta, ma perchè non voglio darti soddisfazione… Misera cultura…Ma non c’è più tempo, forse, per modificare la legge, dato che mancano solo circa 40 giorni?

  4. Mi sembra che tra gli argomenti portati a sostegno del “SI’” vi sia quello che se non passa questa Riforma, non ve ne saranno altre per lungo tempo, e il sistema dunque non cambierà, quando ci sarebbe invece tanto bisogno del contrario, ossia del cambiamento.

    Ma se questo bisogno è così forte e sentito, tanto da travalicare le logiche di partito e schieramento, perché mai, mi chiedo io, la Riforma costituzionale varata dal centro-destra è stata poi “bocciata dagli elettori, per l’offensiva durissima del Pds ,della Cgil e di tanti altri settori della sinistra” nel referendum costituzionale del 2006, come ci ricorda l’Autore.

    Credo che la morale che se ne può trarre sia quella che le ragioni di contenuto, anche queste oggigiorno frequentemente richiamate, valgono o meno, ovvero di più e di meno, a seconda dei momenti politici e di chi propone la Riforma.

    Paolo B. 24.10.2016

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