sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bene Riccardo
Pubblicato il 04-10-2016


Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha dichiarato che i socialisti hanno pronte le loro proposte relative alla riforma dell’Italicum e ha gettato sul piatto non solo la questione del premio da trasferire dalla lista alla coalizione, come da sempre i socialisti hanno sollecitato, da gennaio anche attraverso la loro proposta di legge depositata al Senato, ma anche l’eliminazione del ballottaggio. Ne sono particolarmente lieto perché da quando l’ipotesi del ballottaggio fu ventilata mi sono battuto, anche dentro la nostra piccola comunità, per contestarlo. Il ballottaggio nazionale non esiste in nessun paese del mondo, se non per l’elezione dei presidenti, mai per l’elezione di un parlamento. Di più, in un sistema tripolare, il ballottaggio nazionale mette nelle condizioni il polo che non vi partecipa di decidere chi vince. E oggi, secondo tutti i sondaggi, favorirebbe la vittoria dei Cinque stelle.

E’ una sorta di competizione per la sconfitta quella studiata dai partiti politici italiani in materia elettorale? Così si è rivelata. Il Mattarellum fu studiato dal centro-sinistra e vinse Berlusconi, il Porcellum venne elaborato da Calderoli e votato dal centro-destra e vinse Prodi (col Mattarellum avrebbe vinto il centro-destra), il Pd ha studiato l’Italicum che farebbe vincere i Cinque stelle, i quali propongono invece un proporzionale che li farebbe perdere. Che facciano tutti a gara per danneggiarsi? Viene un fondato dubbio. Il turno unico non garantirebbe che “alla sera delle elezioni ci sia un vincitore”? Ma dove sta scritto, in un sistema parlamentare, in occasione di elezioni politiche, che debba esistere un vincitore, cioè una lista o una coalizione che col premio si assicuri la maggioranza assoluta?

E’ evidente che l’eventualità che nessuno raggiunga il 40 per cento, e dunque la soglia minima per assicurarsi il premio (che potrebbe anche essere abbassato al 35%), esiste. E allora? Se il popolo decide che nessuno abbia un consenso sufficiente per garantirsi la governabilità in assoluta solitudine si accompagnerà. Accade in tutta Europa e non succede nulla di drammatico. Come ho già scritto la politica è anche dialogo, mediazione. Non solo gara per la vittoria. A parte il fatto, ed è tutt’altro che secondario, che l’attuale premio garantisce solo 24 seggi di maggioranza e con l’aria che tira nei partiti, e soprattutto nel Pd, chi si posa la corona d’alloro la sera delle elezioni non appare destinato a dormire sonni tranquilli per gli anni a venire.

Suggerirei altri due punti di modifica della legge. Uno riguarda le modalità di elezione. L’idea che possano esistere due tipi di deputati, quelli nominati e quelli eletti, è iniqua e anche pericolosa. Iniqua perché introduce diritti diversi tra i candidati: quelli di serie A, nominati, e quelli di serie B, eletti. Ma anche pericolosa, perché la graduatoria si capovolgerà durante il mandato, cogli eletti che vanteranno pretese maggiori dei nominati. Meglio, molto meglio i collegi uninominali. Infine, nel caso venga accolta la proposta di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni è indispensabile differenziare il quorum di accesso tra liste coalizzate e liste non coalizzate, al fine di incentivare la formazione delle coalizioni. Non si può prevedere, come ora, un tre per cento indifferenziato. Quel che è certo è che l’Italicum che noi abbiamo conosciuto, e per quanto mi riguarda sempre radicalmente contestato, non esiste più. E’ già una buona notizia.

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Commenti all'articolo
  1. Sono sostanzialmente della stessa opinione, magari dovrei avere le idee più chiare sulla soglia di sbarramento mutevole in funzione di lista o coalizione. Vorrei aggiungere una osservazione che forse non è molto condivisa, ma il concetto di ‘ opposizione’ secondo me è non solo obsoleto, ma anche fonte di schematismi, conflitti inutili e blocco del pensiero. Infatti chi è ‘ all’opposizione’ deve meccanicamente trovare qualcosa di ‘contro’, pensato ‘contro’, gli altri sono gli ‘avversari’. Il tutto secondo me equivale ad una specie di adolescenza dell’umanità. Invece di opposizione, o di avversari, si potrebbero pensare altre forme per esprimere delle differenze, che a volte, se ascoltate, possono essere un contributo. Insomma la mediazione, l’ascolto, sono componenti evolute, mentre il no a priori, come la personalizzazioni sono troppo elementari per un mondo così complesso come il nostro (vedi le dichiarazioni tipo ‘SE vince il no vado a casa, io ci metto la faccia….poi corrette, ma non si sa se era meglio mantenere la coerenza, o questa auto correzione un pò tardiva.) Il nome del giornale è Avanti!, no? Allora potremmo promuovere idee più ‘da adulti’ che vedono nel futuro (anche se non troppo in là)

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