venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Beniamino Serafini,
amico degli oppressi
Pubblicato il 25-10-2016


beniaminoserafiniOggi, alle 12,00, all’Ospedale di Belcolle, ha cessato di battere il cuore del Maestro Beniamino Serafini. Aveva 87 anni. Era originario del borgo di Bagnaia, dal 1927 frazione di Viterbo. Sin da bambino aveva espresso le sue posizioni antifasciste avvicinandosi al socialismo, che a Viterbo vantava una nobile e antica tradizione. Dell’immediato Secondo dopoguerra ricorderà soprattutto la fame e gli stenti che non gli avevano impedito di dedicarsi alle buone letture, le prime, come i Quaderni di Gramsci, che uscivano subito dopo il conflitto. Si trasferirà presto nel Comune di Vallerano per insegnare nella locale Scuola elementare. Sarà qui maestro per decenni, attivo anche sul fronte sindacale della categoria. Sarà, per un breve periodo, anche Sindaco del Paese. Nel 1957, verrà candidato alle Elezioni suppletive provinciali nel Collegio di Valentano, lasciato vacante dalla scomparsa di un democristiano. Nel periodico della Federazione Psi, “La Voce dei socialisti” (I, 1957, 1, p. 1), è pubblicata una sua intervista in questa veste, ove dichiara: “Mi batterò con tutte le mie forze perché i problemi delle popolazioni del Collegio, oppresse da una miseria plurisecolare, vengano affrontati e risolti urgentemente”. E non era mera retorica o populismo di facciata: alle parole seguivano i fatti, per cui Serafini, assieme ad altre decine e decine di militanti socialcomunisti del nostro territorio, si era fatto il carcere per il sostegno fattivo alle lotte dei contadini, per debellare quella “miseria plurisecolare” di cui sembra oggi essersi persa memoria. Socialista di sinistra, con il passare degli anni manifestava sempre più insofferenza verso la deriva moderata e ambigua del Psi, per cui, agli inizi anni Settanta, entrava nel Pci.beniaminoserafini1957
Ostile alla svolta della Bolognina, assieme ad Angelo La Bella e ad altre autorevoli personalità comuniste del Viterbese, darà vita al Partito della rifondazione comunista, con cui rimarrà fino alla fine. Ricoprirà la carica di Segretario della Sez. Togliatti di Vallerano, quando ancora si usava la bacheca in piazza per esprimere le posizioni e, sempre in piazza, si tenevano i comizi. Di suo pugno molti manifesti scritti a pennarello che, allora, nessuno si poneva il problema di conservare. Nel Partito Serafini manterrà sempre una posizione critica, soprattutto in merito al governismo a tutti i costi e a determinate scelte politiche, segnatamente negli ultimi anni, fedele a quello spirito socialista, radicale e libertario, che aveva abbracciato nell‘infanzia. Con la morte di Beniamino si chiude un’esperienza politica e umana ormai senza pari, dotata di un’intelligenza e di un acume singolari, espressi con aneddoti ed esempi lampanti, e difficilmente confutabili, mutuati dalla tradizione contadina.

Le condoglianze del nostro Comitato provinciale Anpi alla moglie, e compagna di vita, Silvana, ai figli Marco, Elisabetta e Silvia.

L’ultimo saluto, domani, mercoledì 26, alle ore 15,30, presso il Cimitero di Vallerano.

Silvio Antonini

Anpi Cp Viterbo

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