venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Bilancio Ue. Il Pe chiede
più fondi per i giovani
Pubblicato il 26-10-2016


europa-giovaniNel voto in Plenaria di mercoledì, il Parlamento ha chiesto più fondi, per aiutare i giovani alla ricerca di un impiego, per stimolare la crescita economica e per aiutare i Paesi terzi a far fronte alla crisi migratoria. I deputati hanno annullato tutti i tagli proposti dal Consiglio nel progetto di bilancio dell’Unione europea per il 2017.

Alcuni fondi aggiuntivi dovrebbero arrivare da nuovi stanziamenti che si renderanno disponibili grazie alla revisione a medio termine del quadro finanziario pluriennale dell’UE.

I deputati hanno stabilito gli stanziamenti complessivi per il 2017 a 160,7 miliardi di euro (+4,1 miliardi di euro rispetto al progetto di bilancio) per gli impegni e a 136,7 miliardi di euro (+2,5 miliardi di euro) per i pagamenti. “L’UE si trova ad affrontare un numero senza precedenti di sfide diverse. Se vogliamo davvero affrontarle seriamente, abbiamo bisogno di un bilancio dell’UE ben finanziato. Quando abbiamo negoziato, nel 2013, il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, c’erano molti meno rifugiati in arrivo ogni anno in Europa. Ora il numero è ben sopra il milione. Dobbiamo riconoscere che le circostanze sono cambiate. Abbiamo bisogno di una revisione completa del quadro finanziario pluriennale e di un bilancio più ambizioso dell’UE. Il QFP è superato”, ha dichiarato il relatore principale (sezione della Commissione) Jens Geier (S&D, DE).

 “Questo è ciò su cui noi insisteremo nei prossimi negoziati con il Consiglio relativi al bilancio per il 2017. La disoccupazione giovanile è ancora troppo elevata in Europa. Chiediamo un supplemento di 1,5 miliardi di euro da mettere a disposizione per il finanziamento dell’iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI), che dovrebbe essere reso possibile attraverso la revisione del QFP”, ha aggiunto il relatore per le altre sezioni Indrek Tarand (Verdi/ALE, EE).

La risoluzione sulla posizione del Parlamento sul bilancio UE per il 2017 è stata approvata con 446 voti in favore, 184 voti contrari e 60 astensioni.

Giovani, crescita e posti di lavoro
I deputati hanno aggiunto 1,5 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno per l’Iniziativa in favore dell’occupazione giovanile, per aiutare i giovani nella ricerca di un lavoro.

Hanno inoltre deciso di ripristinare integralmente i bilanci iniziali del meccanismo per collegare l’Europa (CEF), che finanzia progetti di infrastrutture, e il programma Orizzonte 2020, che sostiene progetti di ricerca. Entrambi i programmi sono stati sottoposti a tagli per aiutare a finanziare il contributo dell’UE al Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI). I relativi impegni aggiuntivi superano di 1,24 miliardi di euro il progetto di bilancio proposto dalla Commissione.

Questi fondi supplementari dovrebbero essere ottenuti attraverso la costante revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE, il quadro finanziario pluriennale.

Rifugiati e crisi migratoria
Secondo i deputati, il finanziamento dell’accordo UE-Turchia per i rifugiati e gli altri fondi o strumenti ad hoc non dovrebbe pregiudicare l’azione esterna dell’Unione, compresa la sua politica di sviluppo. I deputati pertanto annullano tutti i tagli apportati dal Consiglio in questo settore (rubrica 4, “Europa globale”), e reintegrato inoltre i livelli del 2016 per le voci di bilancio ENI (Strumento europeo di vicinato) per i paesi del Mediterraneo e per l’aiuto umanitario.

Agricoltura
I deputati aumentano anche gli stanziamenti per il settore agricolo di 600 milioni di euro rispetto al progetto di bilancio, per affrontare gli effetti della crisi del settore lattiero-caseario e gli effetti dell’embargo russo sullo stesso settore.

Cultura
Il Parlamento ha incrementato la spesa per la cultura, la comunicazione e la cittadinanza, aumentando i finanziamenti per esempio per il sotto-programma MEDIA di 10.882.000 euro e le azioni multimediali di 13 milioni di euro.

Prossime tappe
Il voto in Plenaria segna l’inizio delle tre settimane dei negoziati di “conciliazione” con il Consiglio (fino al 17 novembre di quest’anno), volti a trovare un accordo tra le due istituzioni in tempo utile per approvare il bilancio del prossimo anno che dovrà essere votato dal Parlamento e firmato dal suo Presidente nel mese di dicembre.

Se il Parlamento e il Consiglio non riusciranno ad accordarsi sul bilancio 2017 entro la fine della procedura di conciliazione, la Commissione europea è tenuta a presentare un nuovo progetto di bilancio.

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