giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA MISSIVA DI BRUXELLES
Pubblicato il 26-10-2016


renzi-letteraLe lettere inviate dalla Commissione europea all’Italia e ad altri sei paesi “rientrano nel dialogo normale” fra esecutivo e governi in questa fase del semestre europeo: “Non dobbiamo minimizzare, ma neanche drammatizzare”. Così il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, torna a parlare di come della richiesta di Bruxelles di correggere le misure inserite nella legge di Bilancio italiana, per di più dando la scadenza ravvicinata di giovedì. Una richiesta di chiarimenti, in particolare sulle spese per migranti e sisma e sullo scostamento dagli obiettivi di deficit/Pil, che ha trovato il pugno duro in risposta dal premier Matteo Renzi, che ha minacciato il veto sul bilancio comunitario.

Questa Commissione, ha aggiunto Pierre Moscovici, ” non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia” ed “esiste un dispositivo” di tappe procedurali per cui “se possiamo evitare le punizioni è sempre meglio”. “Alcuni me lo rimproverano ma me ne prendo la responsabilità”, ha sottolineato, ribadendo la necessità di una “lettura intelligente delle regole”. “Non bisogna minimizzare ma neanche esagerare le lettere” inviate sui Dbp, in quanto “la Commissione dialoga con i governi, e abbiamo quindi semplicemente formalizzato il dialogo in corso”, ha aggiunto il commissario Ue agli affari economici sulla lettera inviata all’Italia, spiegando che il testo è stato pubblicato per tutte le lettere inviate “per la trasparenza”.

Una lettera, quella di Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici, arrivata al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arriverà un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che “il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017” è “negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o più raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessità di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali è stata riconosciuta una flessibilità addizionale per il 2016”. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles è al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp.

“Punti dolenti nella manovra non ce ne sono”, ha detto intanto il premier Matteo Renzi. “Non stiamo dicendo che vogliamo delle concessioni dell’Ue altrimenti mettiamo il veto, diciamo una cosa diversa, che la nostra manovra è perfettamente legittima e regolare non stiamo facendo niente che non sia in regola”.

L’Italia incassa anche la solidarietà di Berlino sui migranti. Il governo tedesco è “completamente d’accordo” con quello italiano sul fatto che i Paesi “oberati da un alto numero di profughi” hanno diritto alla solidarietà Ue e “non possono essere lasciati soli”. Ma è anche “chiaro” che l’Italia deve onorare i “propri obblighi”, tra l’altro in fatto di registrazioni di migranti, hotspot e rimpatri. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, alla richiesta di un commento sull’annuncio del premier Matteo Renzi su un possibile veto al bilancio Ue.

Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali è stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilità e dell’obiettivo di bilancio a medio termine.

La Commissione Ue “intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale” del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e “i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza” nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles è “assolutamente normale”, è stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale “la manovra sarà mantenuta”. Anche perché, ha spiegato, senza le spese per terremoti e migranti “il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima”. “Questa manovra – ha sottolineato Padoan  – va a favore dell’Europa e del Paese perché mette delle risorse sulla crescita , gli investimenti e le fasce deboli”. È infatti una “manovra molto definita nel dettaglio che sarà mantenuta in questo senso”.

Tra coloro che manifestano ottimismo riguardo alla frattura Italia/Ue, c’è il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per il quale siamo di fronte a un “normalissimo procedimento della Commissione europea, che avviene ogni anno”. Per Calenda era “ampiamente previsto” l’invio della lettera. “Il tema vero è che qui manca uno 0,1 (per cento di Pil) su un tema come quello dei migranti, su cui l’Italia facendo un grande sforzo. Credo che avranno il buonsenso di capire che ci sono tutte le premesse per chiudere d’amore e d’accordo”. Sull’ipotesi di modifiche alla manovra, “il tema non mi appassiona – ha risposto – a valutarlo saranno il presidente del Consiglio ed il ministro dell’Economia: per ora pare che la manovra resti esattamente come è. Alla fine – ha concluso – spero prevvarrà il buonsenso per concludere la questione d ‘amore e d’accordo”.

Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, “la lettera non deve preoccupare, fa parte di un’interlocuzione normale. La manovra non cambia: coniuga bene equità e crescita ed èquello di cui il Paese ha bisogno. Il percorso di consolidamento dei conti continua, è solo più lento del previsto perché la ripresa è fragile”.

Redazione Avanti!

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