lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Alex Butterworth
e il mondo
che non fu mai
Pubblicato il 05-10-2016


libroCome definire questo vertiginoso volo sull’Europa dal 1871 al 1914, visto dalla prospettiva del nascente Movimento Operaio e delle sue correnti anarchiche, socialiste utopiste più o meno rivoluzionarie, Marxiane più o meno ortodosse? Un saggio storico? Un romanzo di avventura?

Probabilmente entrambe le cose.
Dall’esperienza della Comune di Parigi (1871), indicata come momento fondativo di tutte le organizzazioni dei lavoratori, fino alla tragedia della Prima Guerra Mondiale, l’Autore, Alex Butterworth, storico e drammaturgo ci conduce con tono serrato e sottilmente ironico in un periodo denso di avvenimenti e personaggi in qualche modo rappresentativi di un periodo storico irrequieto, che, se da una parte mostra la crisi irreversibile della Restaurazione post-Napoleonica, dall’altra rappresenta gli ultimi bagliori di una aristocrazia e di una alta borghesia ormai fatiscente, la cosiddetta “Belle Epoque”.

Il tema portante è l’irruzione del Proletariato come soggetto Storico e quindi come soggetto politico non più addomesticabile da regimi stanchi, superati e reazionari, soprattutto presenti nell’Europa continentale ed in Russia contrapposti al parziale ma promettente rinnovamento in senso Liberale di Inghilterra e Stati Uniti.

Questo decisivo passaggio storico viene affrontato dall’Autore seguendo le parabole esistenziali e politiche di personaggi che appaiono onnipresenti in ogni focolaio di ribellione e di rivoluzione come Louise Michel, Elisèe Reclus, Bakunin, Kropotkin. Tutti Personaggi (e aggiungiamoci anche i nostri Mazzini, Malatesta e Garibaldi) totalmente devoti alla causa del progresso, della fraternità, dell’uguaglianza, in perenne movimento da uno Stato all’altro, continuamente immersi in avventure romanzesche tali da ispirare scrittori come Jules Verne, Fëdor Dostoevskij, Joseph Conrad, mai domi nel complottare, organizzare, partecipare e, puntualmente, perdere, l’assalto ad un Potere feroce eppure crepuscolare. Come controcanto, Butterworth si mette sulle tracce degli altrettanto onnipresenti persecutori, agenti segreti, infiltrati, agenti provocatori al soldo delle Istituzioni Francesi, Tedesche, Austro-Ungariche e Russe, la cui figura simbolo è rappresentata da Pyotr Rachkovsky, capo delle operazioni all’estero dei servizi segreti zaristi, maestro di tecniche di infiltrazione e controinsurrezionali, nonché probabile autore dei famigerati “Protocolli dei Savi di Sion”, diffusissimo documento falso che sarà alla base del tragico antisemitismo che precipiterà in seguito l’Europa nell’orrore nazi-fascista.

E’ difficile, se non impossibile per il recensore dare conto di tutti gli avvenimenti realmente accaduti che si susseguono per tutto il volume, con un ritmo incalzante e mai pedante che vuole rendere al lettore, con pieno successo, va detto, la vivacità e la vitalità, anche dolorosa, anche fallace, ma piena di entusiasmo e sincera adesione agli ideali di progresso, di quel che a tutti gli effetti appare come l’embrione di tutte le grandi organizzazioni Politiche e Sindacali che hanno dato e devono continuare a dare forma compiuta alle istanze dei più deboli, degli oppressi e degli esclusi.

In ultima analisi, Butterworth, con stile vivace e ironico, ma allo stesso tempo empatico, vuole raccontarci la storia di un’epoca di grandi fermenti sociali e politici e delle donne e degli uomini che si assunsero la responsabilità di proporre e praticare l’ idea di un nuovo mondo di Libertà, di Fraternità, di Uguaglianza.

Un mondo che non fu mai, appunto.

Luca Pellegri

Alex Butterworth

IL MONDO CHE NON FU MAI-Una storia vera di sognatori, cospiratori, anarchici e agenti segreti
Einaudi, 2011
XXI-526 p., ill., rilegato

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