domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Le norme contro il caporalato sono legge
Pubblicato il 18-10-2016


caporalato1Passa alla Camera in via definitiva il provvedimento di legge contro il caporalato. I voti a favore sono stati 336, nessun contrario, gli astenuti sono stati 25 (Forza Italia e Lega). Al momento del voto erano in Aula i ministri dell’Agricoltura della Giustizia e dell’Ambiente, Martina, Orlando e Galletti.

Il caporalato è un fenomeno in cui sono coinvolte, secondo le stime di sindacati e  associazioni di volontariato, circa 400.000 lavoratori, sia italiani che stranieri; ed è diffuso in tutte le aree del Paese dal sud al nord, in settori dell’agricoltura molto diversi. Le principali novità della legge riguardano l’introduzione della sanzionabilità anche per il datore di lavoro che risponderà con il caporale della modalità di assunzione dei lavoratori; l’applicazione di un’attenuante in caso di collaborazione con le autorità; l’arresto obbligatorio in flagranza di reato.
Ma anche il rafforzamento dell’istituto della confisca dei beni così come avviene già con le organizzazioni criminali mafiose; il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola; l’estensione alle persone giuridiche della responsabilità per il reato di caporalato.

Previsti indennizzi per le vittime e sostegno al settore: l’estensione delle provvidenze del Fondo anti-tratta anche alle vittime del caporalato; il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, in funzione di strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura; il graduale riallineamento delle retribuzioni nel settore agricolo.

Oreste Pastorelli, deputato socialista, nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sul ddl ha detto che “l’istituzione del reato di caporalato ci restituisce l’immagine di una nazione che non permette nessuna forma di sfruttamento e che mette davanti agli interessi economici di pochi i diritti, la dignità, la sicurezza e la salute di migliaia di lavoratori”. “E’ da accogliere con favore – ha detto ancora il deputato del Psi –   l‘inasprimento delle misure penali contro lo sfruttamento, come la sanzionabilità del datore di lavoro o l’estensione delle responsabilità per il reato di caporalato alle persone giuridiche. Fondamentale sarà poi il potenziamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità quale strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura, settore tra i più colpiti da queste prassi criminali. Come socialisti, per le storiche battaglie sul lavoro sostenute e vinte dal nostro Partito, non possiamo che essere soddisfatti di tali interventi normativi. Questo complesso di regole, dunque, rappresenta un salto di qualità in termini di tutela dei lavoratori e – ha concluso – lancia un messaggio chiaro a chi finora si è arricchito eludendo in maniera illecita la Disciplina sul Lavoro”.

Edoardo Gianelli

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