giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Catania, “partorita” dall’ Etna, Neruda, uno scrittore ex oste
e i narratori russi
Pubblicato il 27-10-2016


Quella dell’editrice Biblioteca dell’Immagine è sicuramente una buona iniziativa .

Si rilancia cioè l’idea di  realizzare libri  che raccontano la storia delle città ,grandi e piccole,importanti che hanno  lasciato tracce profonde del loro sviluppo ,sul piano politico ,economico e artistico . Uno dei più importanti libri di questa serie è sicuramente  “Storia di Catania” di Nunzio Dell’Erba ,un  siciliano che  ha insegnato per molti anni all’Università di Torino e che ha scritto numerosi saggi,anche sulla storia del socialismo . Dell’Erba ha ricostruito ,con uno stile accattivante e conciso,  la storia millenaria della città etnea,una città che sembra “partorita” dal più importante vulcano d’Europa  : dalle sue origini (per la verità ancora misteriose), che risalgono al 728/29 a.C, per iniziativa dei calcidesi di Naxos  ( col l nome di Katàne) sino ai giorni nostri. Una città che ha vissuto cataclismi terribili per effetto di terremoti  e colate laviche del “Mongibello”,antico nome dell’Etna: nel 693 la città è stata quasi totalmente distrutta dal vulcano. Quando non arrivavano le colate laviche  (nel 1329,nel 1381,nel 1669)  ci pensavano i terremoti  (nel 1169, 15 mila morti ; nel 1693 ,con la morte di oltre la metà degli abitanti ) e le pestilenze. E poi le numerose  occupazioni che si sono susseguite nella storia, di spagnoli,normanni ,francesi, saraceni ,vandali… E ,con l’ultima guerra,americani,inglesi e altri alleati . La Sicilia ha sempre rappresentato ,come ha osservato  Leonardo Sciascia, tutti i mali dell’Italia.Anzi li ha vissuti ( e sofferti dolorosamente ) prima del resto d’Italia . Ma,come amaramente ha scritto,nella sua prefazione,Alfio Caruso,”la città non ha il culto della memoria,tende a dimenticare piuttosto che a onorare quanti l’hanno illustrata al meglio. Dal principe Biscari a Ettore Majorana,da Domenico Tempio a Vitaliano Brancati il passato ci sorride più del presente”. Quando ci chiedono,aggiunge lo scrittore , in quale posto saremmo voluti nascere,”non abbiamo avuto dubbi,nonostante mezzo secolo di delusioni : Catania “.

Anche io la penso così. E ritengo che non si discosti molto Nunzio Dell’Erba,che è nato ad Adrano,in provincia di Catania.

Soffermiamoci adesso sulla vicenda di un poeta,anzi del grande poeta cileno Pablo Neruda nel bellissimo racconto-testimonianza dello scrittore Ruggero Cappuccio (“La prima luce di Neruda”,Feltrinelli ). E’ un racconto affascinante del poeta a Capri col suo grande amore Matilde. L’autore narra le stagioni dell’amore e dell’impegno civile e politico di Neruda,ma quello che più mi ha colpito è il fascino dei versi che Cappuccio ha saputo trasmettere  ai lettori. Neruda è stato espulso dall’Italia con un decreto del ministro Scelba nel 1952 ,finirà assassinato nel Cile di Pinochet ,ma  la sua voce poetica è sempre viva fra di noi. E lo sarà anche per le nuove generazioni.

Anche in Italia e quindi non solo negli Usa,ci sono degli scrittori che si sono avvicinati alla letteratura dopo aver fatto mille mestieri .Uno di questi è Stefano Marelli che ha fatto il benzinaio,l’oste e il giornalista . Oggi fabbrica sottotitoli  per la Tv svizzera ed è al suo secondo romanzo pubblicato da Rubbettino (“A dime a dozen” ,un’espressione per descrivere qualcosa che vale poco,a  buon mercato ) . E’ un libro curioso,denso, scritto con un linguaggio graffiante,ironico e intelligente .Il protagonista è un appassionato di Ernest Hemingway ,al punto da identificarvi il proprio padre,con gli aspetti positivi ma anche amari. Lo scenario è quello della provincia italiana degli anni ’60,ma anche  dello Stato del Montana,di Parigi di altri tempi e del Sahara. C’è di che divertirsi e di sognare avventure e scelleratezze. Complimenti Marelli, finalmente un po’ di luce nella asfittica e noiosa narrativa italiana.

Infine,vorremmo segnalare un’importante opera,in due volumi, di Guido Carpi, pubblicata dalla Carocci editore “Storia della letteratura russa” . L’autore, che  insegna letteratura russa all’Università di Pisa, è un esperto  della materia . L’opera  colma una lacuna in questo campo: mancava  un libro che riassumesse la complessa attività dei grandi scrittori russi (come Gogol, Tolstoi,Dostoevskij,Majakovskij, Bulgakov,Platonov,Achmatova,Pasternak,Cvetaeva ,Nabokov e di altri meno conosciuti ) dal ‘700 al 2000. Un’opera sicuramente meritoria,quella di Carpi,anche perché i saggi sulla “russistica” esistenti appaiono in gran parte obsoleti,con riferimenti letterari ,storiografici  ( e politici ) non aggiornati.

Sicuramente un “lavoro di base” di grande importanza , su cui  gli studiosi delle nuove generazioni si potranno cimentare per ulteriori approfondimenti .

 Aldo Forbice

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