martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cittadinanza a figli di immigrati ancora nel cassetto
Pubblicato il 12-10-2016


bambini-immigrati_650x478“Esattamente un anno fa, il 13 ottobre 2015, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno sperammo in una rapida discussione e approvazione definitiva della riforma da parte del Senato. Invece a un anno di distanza non solo la legge non è stata approvata, ma non è neanche iniziata la discussione nella competente Commissione Affari Costituzionali” ricordano oggi le 22 organizzazioni della società civile che hanno promosso la campagna ‘l’Italia sono anch’io’ che ha raccolto oltre 100 mila firme sotto una proposta di legge popolare che voleva cambiare le regole per diventare italiani. La riforma della cittadinanza è infatti una promessa mancata che pesa sulle spalle di un milione di figli di immigrati.

Ed è dall’anno scorso che il testo giace nei cassetti del Senato e sul suo futuro già pesano oltre 7mila emendamenti. Per questo domani, a un anno esatto da quello storico sì, gli “italiani senza cittadinanza” scenderanno in piazza al Pantheon e davanti alle prefetture di molte città, da Padova a Palermo, da Bologna a Napoli. Con un lenzuolo bianco per testimoniare che “ci sentiamo cittadini invisibili in uno Stato che non ci riconosce”. “Siamo italiani, con una particolarità: non abbiamo un documento che lo dimostri – scrivono ai senatori – Abbiamo frequentato la scuola con i vostri figli o nipoti; abbiamo gli stessi sogni, le stesse idee, le stesse aspirazioni”.

Tuttavia il Pd ora vuole accelerare per approvare la norma entro la fine dell’anno. “Non è giusto dare la colpa al Senato, qui c’è un partito che sulla legge per la cittadinanza sta facendo ostruzionismo e quel partito è la Lega”, afferma la relatrice del testo Doris Lo Moro. In un’intervista a Repubblica la dem dichara di voler dare una spinta ai lavori in Commissione per poi far approdare il testo in Aula: “Mi riconosco e faccio mia la richiesta di approvare la legge entro la fine dell’anno”. La dem spiega i motivi del ritardo: ” Non possiamo dire che la Camera ha dato il via libera e ora è il Senato a bloccare la legge perché potrebbe essere il contrario se l’iter fosse stato inverso. Non è colpa del Senato, ma come sempre avviene di fronte a un tema sul quale non c’è consenso la norma si blocca alla seconda Camera. È un tema delicato sul quale in commissione ci sono ottomila emendamenti”.

“Il ddl licenziato dalla Camera non è quello che avremmo voluto” premettono le organizzazioni per la cittadinanza, che puntano il dito, tra le altre cose, contro la scelta di non prevedere anche un nuovo percorso di naturalizzazioni per gli adulti e contro il requisito della carta di soggiorno di un genitore per far scattare lo ius soli. “Tuttavia – aggiungono- la sua rapida approvazione consentirebbe che circa un milione di giovani di origine straniera italiani di fatto lo diventassero anche per legge”.

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