giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Clima, la Camera ratifica l’accordo di Parigi
Pubblicato il 19-10-2016


cop21-parisPrimo via libera da parte dell’Aula della Camera al ddl di ‘Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015’. I voti favorevoli sono 359, nessun voto contrario e 12 astenuti. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. L’Accordo di Parigi è un trattato internazionale sui cambiamenti climatici, giuridicamente vincolante, nell’ambito del quale ogni parte assumerà impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, a partire dal 2020, o anche prima se l’entrata in vigore lo permetterà. L’Accordo è stato formalmente ratificato dal Consiglio Ambiente dell’Ue il 4 ottobre scorso, subito dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo. Con l’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento europeo ed il completamento del processo di ratifica da parte dell’Ue è stata raggiunta la soglia fissata (ratifica da parte del 55% delle parti contraenti, rappresentanti il 55% delle emissioni totali), pertanto l’accordo entrerà in vigore il 5 novembre prossimo. Per quanto riguarda i singoli Stati membri, allo stato l’accordo è stato ratificato da Austria, Francia, Germania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia ed Ungheria. L’accordo, inoltre, è già stato ratificato da Cina e Stati Uniti.

Nel corso del dibattito alla Camera, a nome dei socialisti, è intervenuta per dichiarazione di voto Pia Locatelli capogruppo del Psi.  “Con la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima – ha detto – ci accingiamo a fare un passo che è al tempo stesso obbligato, credo purtroppo insufficiente, comunque importante. Com’è noto la Conferenza di Parigi ha ribadito i rischi potenzialmente catastrofici per l’intera umanità se non correggiamo, riducendolo, il livello dell’inquinamento atmosferico, in particolare dell’emissione dei cosiddetti gas serra; ha deciso di prendere iniziative concrete e condivise per limitare la crescita della temperatura media globale e di proseguire gli sforzi per tentare di non superare il limite di 1,5 gradi”.

“Il limite evidente di questo Accordo – ha aggiunto – è che non è stata imposta una soglia massima di un grado e mezzo come chiedevano i Paesi più esposti al rischio dell’innalzamento del livello delle acque quale conseguenza diretta ed immediata dello scioglimento dei ghiacci. Pesa molto sulla riuscita di questa che è a tutti gli effetti una scommessa, il fatto che i mezzi impegnati possono tutt’al più consentire, secondo quanto ammesso dallo stesso Governo francese, di arrivare a 2,7 gradi cioè di non riuscire a sfuggire a quella che è una catastrofe annunciata. Tutto negativo ? Non direi. L’aver riconosciuto ufficialmente la soglia di un grado e mezzo come limite di relativa sicurezza rappresenta un piccolo ma importante successo perché non si nega più la realtà dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. Nel testo di Accordo c’è un riferimento al contributo delle donne sul tema. Ne aveva già parlato la piattaforma di azione di Pechino di ventuno anni fa che diceva che le donne hanno un ruolo fondamentale da svolgere nell’adozione dei modelli di consumo, produzione e gestione delle risorse naturali durevoli ed ecologicamente compatibili. Nell’Accordo di Parigi vi è appena un capoverso sul ruolo delle donne e si riferisce al loro contributo soprattutto nei Paesi meno sviluppati considerato un elemento assolutamente cruciale nella difesa dell’ambiente. Credo però – ha concluso Pia Locatelli – che il contributo delle donne al tema sia importante in tutti i Paesi allo stesso modo: ne sono più che convinta. Certamente si poteva fare di più ma è meglio un piccolo passo avanti che l’inazione e per questo il gruppo Socialista voterà a favore del provvedimento”.

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