giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Consigli per aprire a mercati esteri con competitività
Pubblicato il 24-10-2016


globeMolte PMI in Italia stanno pensando di espandere la propria attività al di fuori dei confini nazionali per provare a farsi conoscere da un bacino di utenti più ampio e per aumentare le loro prospettive di business, spesso complici anche alcune agevolazioni concesse da parte dello Stato. Esistono infatti diversi contributi erogati al fine di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, come ad esempio il recentissimo bando promosso dalla Camera di Commercio di Terni che copre i costi delle iniziative orientare all’apertura all’estero. In genere questi contributi si concretizzano in diverse agevolazioni che spingono le Piccole Medie Imprese verso la competitività, la quale, se sfruttata bene, porta inevitabilmente al successo e alla diffusione dei prodotti e servizi italiani all’estero.

Nei giorni nostri, con un’economia nazionale a volte instabile è caldamente consigliabile aprirsi al commercio estero, potendo vantare tra le altre cose di prodotti made in Italy che sono molto ricercati all’estero perché sinonimo di qualità. E’ sicuramente certo che in tema di internazionalizzazione di imprese vi siano delle questioni da affrontare per le quali può essere necessaria una consulenza da parte di esperti, al fine di non incorrere in un fallimento economico. Pur essendo vero che la decisione di espandersi all’estero è una strada affascinante per qualunque imprenditore, allo stesso tempo non è sempre un percorso in discesa, per questo è fondamentale pianificare al dettaglio tutto il processo, informandosi su quali sono i passi da seguire. In questo senso è bene conoscere alcuni principi guida, utili soprattutto a chi ancora non si è affacciato al di fuori dei confini nazionali e che desidera saperne un po’ di più.

Il primo passo è sicuramente quello di creare un proprio piano export, valutando bene i costi di ciò che ci si accinge a compiere e le possibilità che sono messe a disposizione nel paese in cui si vuole avviare una determinata attività. Di conseguenza è fondamentale raccogliere informazioni adeguate riguardo i costi di viaggio, i contatti dei quali si ha bisogno e soprattutto valutare i bisogni del paese di destinazione. In seguito occorre valutare la totalità delle risorse interne di cui si dispone per avviare il progetto, naturalmente sfruttando al massimo le diverse specializzazioni del personale e facendo leva sulle conoscenze nel settore marketing. Il terzo passo è quello di valutare bene i vari punti forti e punti deboli del paese in cui si intende trasferire la propria impresa; in questo modo si avrà la possibilità di portare prodotti innovativi laddove sarà necessario. Ad esempio è necessario conoscere il sistema di tassazione a cui si potrebbe essere sottoposti, il contesto economico, politico e culturale. Si consiglia come ulteriore passo quello di scegliere il proprio segmento di mercato e adottare una politica competitiva, valutando la concorrenza locale, le esigenze dei consumatori, le politiche che riguardano il prezzo, le strategie di vendita, la comunicazione e quant’altro. Successivamente, il quinto passo è quello di creare un proprio team estero, in grado di gestire esclusivamente il commercio internazionale dell’impresa. Il sesto passo invece è quello di conoscere perfettamente le normative locali, rispettandone inoltre la cultura e le abitudini, al fine di riuscire a vendere con successo. Inoltre, è importante chiarire le condizioni di pagamento, in modo da evitare facili disguidi. Molta attenzione deve essere prestata all’aspetto dei trasporti, poiché il fattore della distanza potrebbe gravare sui guadagni economici. Infine, è consigliabile avere sempre sotto controllo tutta la documentazione necessaria per essere sempre in linea con la regolamentazione vigente, sia interna che estera. Ultimo consiglio è quello di essere sempre circondati da professionisti che siano in grado di far fiorire il vostro business.

Elisa Leuteri

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