giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

FRENETICO IMMOBILISMO
Pubblicato il 12-10-2016


renziueLa Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier in vista del prossimo consiglio europeo del 20 e 21 ottobre. I voti a favore sono stati 301, 173 i contrari. Siano in una Europa caratterizzata da “un frenetico immobilismo” quella in cui l’Italia si batte per affermare un diverso paradigma, dal punto di vista economico, politico, ma anche ideale. Matteo Renzi lo ha detto durante il suo intervento alla Camera dei Deputati per illustrare la linea dell’Italia al Consiglio Europeo in programma il prossimo 20-21 ottobre. Un tratto distintivo tanto più grave in quanto si pone in contrasto con i rapidi mutamenti del quadro internazionale, ha spiegato ancora Renzi: “Dopo una serie di appuntamenti preparatori, avevamo immaginato di arrivare a Bratislava con un significativo programma di riforme”. E invece, sottolinea il presidente del Consiglio, nessuno immaginava che “questo frenetico immobilismo portasse a poco più che al niente, un documento banale, una somma di riassunti, un elenco di buone promesse assolutamente non all’altezza lanciata dalla Brexit”. Per fronteggiare questo immobilismo, occorre quindi immaginare un percorso inedito: l’unico punto positivo di questi mesi è aver fissato l’appuntamento del 25 marzo 2017 a Roma, 60 anni dopo la firma costitutiva i 27 paesi Ue si riuniranno nella città eterna e proveranno a immaginare il futuro.

“Il prossimo vertice europeo – ha detto ancor Renzi – arriva in un momento in cui l’Europa ha subito un duro shock con la Brexit” e “con un quadro di incertezze sul futuro”. “La Ue si accinge a discutere il prossimo bilancio, nei prossimi mesi si tornerà a discutere la divisione del bilancio Ue. E’ fondamentale che l’Italia sia promotrice di una posizione durissima nei confronti dei paesi Ue che hanno ricevuto molti denari dalla comune appartenenza e in questa fase si stanno smarcando dai propri impegni sulla ricollocazione degli immigrati”. L’Italia oggi ha un “atteggiamento di stimolo, un’ingombrante presenza nella discussione” dell’Unione europea. E parlando di numeri e del patto di stabilità ha detto che “l’Italia ha oggi la rotta di discesa del deficit più significativa, rispetto ad altri Paesi citati come punto di riferimento, l’Italia ha un deficit alla metà: noi il 2,4% altri il 5,1% di deficit. E ogni riferimento alla Spagna è puramente voluto”.


Per i socalisti è interventuta in discussione generale Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi. “Dei tanti temi sul tavolo del prossimo Consiglio europeo – ha detto -. mi soffermo ancora una volta su quello che secondo noi socialisti è il più critico e sul quale si gioca il futuro dell’Europa. Parlo della gestione dei flussi migratori che vede l’Europa divisa tra chi coltiva odi e paure e coloro che cercano di governare il fenomeno con politiche comuni improntate in primis al rispetto dei diritti umani, dello spirito di solidarietà e accoglienza che da sempre ci caratterizza”.

I socialisti hanno votato a favore della risoluzione di maggioranza. Pia Locatelli nella dichiarazione di voto si è detta preoccupata sull’evoluzone del Migration Compact. “Un contributo di idee, il progetto che abbiamo messo a disposizione della UE, che propone aiuti allo sviluppo per sradicare le cause all’origine dell’immigrazione coinvolgendo tutta la UE in un’azione comune verso l’Africa soprattutto, un tentativo di gestire i fenomeni migratori anche contenendoli ma rimanendo coerenti con l’Europa delle origini”. “La proposta italiana però – ha sottolineato – è uscita notevolmente modificata dal passaggio europeo con il rischio che a imporsi sarà di nuovo quella che da qualcuno è stata definita la logica poliziesca turca”. Per Pia Locatelli il rischio da evidenziare ”è quello di sostenere politiche repressive anziché politiche di investimento”.

Al discorso di Renzi hanno replicato le opposizioni hanno replicato “non rimboccandosi le mani”, come auspicato dal presidente del Consiglio, ma “scegliendo la guerra nel fango”. Particolarmente severo nei confronti del governo è stato l’intervento del presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, per il quale con Renzi “del Parlamento è stata fatta carne di porco”. Non solo: parlando di Europa e proponendo un lavoro unitario del Parlamento in vista di Roma 2017, per Brunetta, Renzi ha parlato del nulla. “Del nulla? No, onorevole Brunetta, non parlavo di lei…”, ha ironizzato Renzi. La ‘battuta’ ha scatenato la bagarre in Aula, che ha raggiunto l’acme con la richiesta alla Presidenza della Camera, da parte del capogruppo della Lega, Massimo Fedriga, di intervenire nei confronti del presidente del Consiglio.

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