venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Decreto Madia. Anorc: “Pasticcio amministrativo”
Pubblicato il 25-10-2016


pa-digitale-1Era stato creato per imprimere una svolta decisiva nella riorganizzazione dell’amministrazione pubblica, la modifica del nuovo CAD, il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, e invece rischia di creare solo ulteriori problemi. È quanto viene denunciato dalle due Associazioni ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale) e ASSOPROVIDER (Associazione Provider Indipendenti) che hanno inviato oggi una diffida all’Agenzia per l’Italia digitale (AGID) per chiedere l’immediato ritiro del provvedimento di sospensione degli accreditamenti per l’attività di conservazione di documenti informatici prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).
La scorsa settimana Agid ha annunciato di aver sospeso a decorrere dal 14 settembre 2016 l’accreditamento dei soggetti che svolgono l’attività di conservazione dei documenti informatici, per consentire a coloro che intendano presentare domanda di accreditamento di allegare la relazione di valutazione della conformità rilasciata da uno degli organismi di valutazione che saranno individuati da Accredia, ente italiano di accreditamento.
“L’atto emanato dall’Agid è gravissimo poiché creerà non poche distorsioni e disparità su un mercato, quello del digitale, già profondamente instabile a causa delle continue, poco tempestive e non sempre apprezzabili modifiche della normativa di riferimento – spiega Fulvio Sarzana, il legale che ha firmato la missiva per conto dell’Assoprovider – Il provvedimento di sospensione comparso improvvisamente il 20 ottobre sul sito dell’Agid appare in grado di pregiudicare gravemente la diffusione delle tecnologie dell’informazione all’interno della Pubblica amministrazione e di creare distorsioni al mercato delle piccole e medie imprese”.

Per Andrea Lisi, segretario generale di Anorc, “questo pasticcio amministrativo rappresenta una inequivocabile violazione delle regole della concorrenza poiché crea un’ingiustificata disparità di trattamento tra chi ha fatto domanda di accreditamento prima del 14 settembre 2016 e chi ci ha provato dopo, e magari si vede ora anche per questo preclusa la partecipazione a importanti bandi di gara”.

“Chi intende accreditarsi oggi è sottoposto a regole più stringenti di quelle di cui ha goduto, e gode, chi è già accreditato. Inoltre, questo passaggio è ancora più surreale, attualmente non esistono organismi in grado di certificare ciò che viene previsto oggi dal Cad – spiega Lisi – Contro questa decisione illogica avviata da Agid – conclude il Segretario generale di Anorc -, come associazione che opera a tutela del mercato digitale, insieme ad Assoprovider abbiamo già avanzato una richiesta di riesame in autotutela e annullamento d’ufficio di atto illegittimo”.

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