martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dichiarazione di voto di Pia Locatelli sulla mozione di maggioranza per il consiglio europeo
Pubblicato il 12-10-2016


La componente socialista voterà a favore della risoluzione di maggioranza e sperabilmente di altre che accetteranno le variazioni perché condivide sia le premesse, sia gli impegni sulla politica commerciale UE, i rapporti UE-Federazione russa e i temi delle migrazioni. Detto questo, noi non vogliamo perdere l’occasione per segnalare una preoccupazione puntuale in tema di migrazioni, parlo del Migration Compact, il contributo di idee, il progetto che abbiamo messo a disposizione della UE, che propone aiuti allo sviluppo per sradicare le cause all’origine dell’immigrazione coinvolgendo tutta la UE in un’azione comune verso l’Africa soprattutto, un tentativo di gestire i fenomeni migratori anche contenendoli ma rimanendo coerenti con l’Europa delle origini. La proposta italiana però è uscita notevolmente modificata dal passaggio europeo con il rischio che a imporsi sarà di nuovo quella che da qualcuno è stata definita la logica poliziesca turca. Preme ai Paesi che bloccano i migranti al di là delle ragioni che spingono le persone a migrare, al di là delle ragioni e delle sorti di queste persone che vengono spesso da Paesi dove l’interlocuzione europea è con i dittatori che ben conosciamo. Un allarme lanciato più volte dalle associazioni umanitarie e dalle ONG che non dobbiamo sottovalutare. Qual è il rischio che voglio evidenziare ? È quello di sostenere politiche repressive anziché politiche di investimento, mentre dobbiamo sostenere le politiche di investimento dobbiamo fare attenzione al rischio di politiche repressive. Un esempio per tutti: il Sudan, uno dei Paesi al centro della strategia europea di esternalizzazione – ho finito – nel mese di maggio sono stati arrestati, espulsi e deportati, espulsi dal Sudan e deportati in Eritrea, circa 1.300 eritrei. In Eritrea partire illegalmente, che è un modo per sottrarsi alla leva obbligatoria che è indeterminata nella durata, cioè si sa quando inizia ma non si sa quando finisce, anche dieci anni, è considerato un reato e quelle 1.300 persone deportate dal Sudan in Eritrea probabilmente ora si trovano in carcere. Non era questo il nostro obiettivo, non era questo l’obiettivo del Migration Compact, non è questa l’Europa che vogliamo.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento