lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Eternit bis. Il processo per i 258 morti d’amianto
Pubblicato il 27-10-2016


processo-eternitA Torino è iniziata (e rinviata al 4 novembre) davanti al giudice Federica Bompieri l’udienza preliminare “eternit bis”, processo che vede alla sbarra l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. Il reato contestato è l’omicidio doloso di 258 persone, morte a causa di patologie correlate all’esposizione dall’amianto. Si riapre dopo lo stop di un anno fa, con il quale il gup Federica Bompieri aveva chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi sull’eccezione sollevata dai legali dello stesso Schmidheiny, i quali sostenevano l’impossibilità di essere processati due volte per lo stesso reato. Nel maxiprocesso, però, il reato contestato era quello di disastro doloso, mentre nel nuovo processo è quello di omicidio doloso. Il riferimento è al maxiprocesso in cui, però, era contestato il reato di disastro doloso (con condanne in primo grado e in Appello, poi spazzate dalla prescrizione pronunciata dalla Cassazione)
“La sentenza della Corte Costituzionale – ha spiegato uno dei legali, Astolfo Di Amato, prima di entrare – ha chiarito molte cose, ha detto che non si può processare due volte per lo stesso reato, il fatto è sostanzialmente identico, riteniamo quindi che il processo sia improcedibile”.
Fuori dal Palazzo di Giustizia c’erano i rappresentanti delle associazioni e nella maxi aula 1, i parenti costituitisi parte civile.
“Il processo rappresenta la ripresa della speranza per tutti i cittadini coinvolti in questi tragici eventi e per la parti civile costituite in questo processo, sia vittime sia associazioni. Poi la grande speranza è che si riesca a concludere velocemente l’udienza preliminare e si vada a dibattimento celermente”. Lo ha detto Laura d’Amico, legale dell’Associazione familiari e vittime dell’amianto, a margine dell’udienza che vede l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny accusato di omicidio doloso per la morte di almeno 258 persone, a causa dell’espozione all’amianto. “Ci aspettiamo il rinvio a giudizio – ha aggiunto d’Amico – per il reato di omicidio doloso”.
Presente il sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, che al suo arrivo ha detto: “Sono qui per rappresentare non solo le vittime, i loro familiari e i malati, ma tutta la città perché crediamo ancora nelle istituzioni e chiediamo giustizia”. E ancora: “Schmidheiny – ha aggiunto – deve pagare per ciò che ha fatto consapevolmente”.
Sulla vicenda interviene pure Legambiente: “Dopo la vergognosa prescrizione del 2014 ci auguriamo che il processo Eternit bis possa restituire giustizia alle vittime dell’amianto e alle loro famiglie. Chi ha inquinato e ha procurato morte e dolore non può cavarsela con un nulla di fatto”.

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