giovedì, 27 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

MANI AVANTI
Pubblicato il 21-10-2016


sfidaMatteo Renzi, reduce dalla visita a Washington in cui ha ottenuto, appoggio dal presidente americano Barack Obama, è arrivato al vertice Ue dove non ha risparmiato le critiche, anche dure, a Bruxelles. Così ha chiesto (con l’appoggio di Spagna, Grecia, Austria e Cipro) che nel comunicato finale non si minacciassero espressamente nuove sanzioni alla Russia per i bombardamenti ad Aleppo. L’intervento ha riscosso l’indiretto plauso di Mosca, che attraverso una portavoce ha spiegato che così “l’Unione ha evitato un suicidio”.

Nessun cambiamento alla manovra
Poi il capitolo manovra, con Renzi che ha avvertito che non ci saranno cambiamenti perché è stata fatta per i cittadini e non per “le tecnocrazie di Bruxelles”. Un modo per giocare d’anticipo sulle eventuali osservazioni della Commissione che potrebbe chiedere meno misure di bilancio in deficit e qualche precauzione in più per evitare che il debito pubblico salga per il decimo anno consecutivo nel 2017. E anche un modo per alzare la polemica in una stagione pre-referendaria.

“Non abbiamo discusso di legge di bilancio, ma voglio chiarire che non abbiamo chiesto la flessibilità, perché la flessibilità viene concessa una sola volta: abbiamo chiesto ai sensi delle clausole eccezionali dei trattati per il terremoto e l’immigrazione. Ove ci fossero dei dubbi toccherebbe all’Unione Europea cosa dire che non convince. Ma la sostanza delle misure della legge di stabilità non cambiano”. Ha detto il premier Matteo Renzi aggiungendo che il “deficit 2017 è il più basso da 10 anni”.  E sul rischio di infrazione Ue ha detto che si tratta di una “analisi suggestiva”. “Tutti gli anni – ha aggiunto – arriva una lettera,  c’è una discussione e tutti scrivete ‘chissa’ se l’Italia ce la farà ad avere il via libera della Ue. Ma ricordo che il nostro deficit è poco sopra il 2 e in Francia è il 3”. “L’Italia – ha detto ancora – sta facendo la manovra con il deficit più basso dal 2007. Vuol dire che è il deficit più basso di tutti i governi Berlusconi, Monti e Letta. Stiamo procedendo su una strada difficile per tenere insieme  l’impegno per la crescita ma anche rispettando le regole”.

Migranti e sanzioni alla Russia
Renzi ha poi parlato di migranti e di sanzioni alla Russia. “Le nostre posizioni su immigrazione, Russia e commercio sono state ampiamente accolte. Sul nostro lavoro di preparazione possiamo dirci ben soddisfatti, per quanto si sia trattato di un Consiglio di routine”.  “Sull’immigrazione se c’è una procedura di infrazione dovrà esserci per i Paesi che non stanno rispettando le decisioni del Consiglio Europeo. Noi avevamo avuto un’inizio di procedura di infrazione sugli hotspot e ci siamo messi in regola. Facciamo un grande lavoro, e non possiamo pensare che sia a senso unico”.
Sulla Russia Renzi ha aggiunto che “siamo stati tra i più decisi nell’impostare una linea che però non è italiana ma dei ministri degli Esteri di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania e, con qualche riserva in più, Gran Bretagna, che hanno fatto alcune riunioni negli scorsi giorni”. “Non ha senso parlare di sanzioni alla Russia” in un momento in cui “tutti concordiamo che bisogna fare tutte le pressioni possibili perché si possa arrivare ad un accordo in Siria”, ha detto Renzi.

Le critiche dell’opposizione
Dure le critiche dell’opposizione. “Siamo al 21 ottobre e il governo ha violato la legge. La manovra sarebbe dovuta arrivare alle Camere entro la giornata di ieri, ma nulla si è visto e a questo punto non è detto che giunga tra domani e lunedì come vociferato. Vorremmo sapere cosa ne pensano i presidenti delle Camere e il capo dello Stato”, denunciano i deputati M5S. Stesso argomento usato da SI. “Renzi – afferma Scotto – continua con l’occupazione di radio e Tv per parlare di legge stabilità e delle sue mirabolanti promesse elettorali, ma la manovra al Parlamento non è stata ancora presentata, nonostante la legge prescriva l’obbligo di depositarla entro il 20 ottobre”.

Unesco: Renzi, allucinante risoluzione su Gerusalemme
Il presidente del Consiglio si schiera contro la risoluzione dell’Unesco sui luoghi santi del Medio Oriente che penalizza Israele. Una presa di distanza netta.  E la protesta italiana sarà formalizzata a breve come annuncia lo stesso Matteo Renzi. Anche se la posizione del governo era stata più morbida, nei giorni scorsi in occasione della risoluzione il nostro esecutivo, attraverso la Farnesina, si era astenuto. “Una vicenda allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma – spiega il primo ministro  – E’ incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”. La risoluzione era passata con l’astensione dell’Italia.

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