venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Europarlamento. Un piano per combattere le mafie
Pubblicato il 25-10-2016


parlamento-europeo

Un piano della commissione europea contro le mafie: è quanto chiede il Parlamento europeo, che ha approvato a larga maggioranza a Strasburgo una risoluzione non legislativa per invitare la Commissione a prendere misure in tal senso. 545 i voti favorevoli, 91 i contrari e 61 le astensioni. In particolare, nel documento si chiede di rivedere la legislazione europea contro la corruzione e la criminalità organizzata, di introdurre norme per la confisca dei beni delle organizzazioni criminali e il loro riutilizzo a fini sociali, e misure per la protezione degli informatori. L’obiettivo: equipaggiare meglio gli Stati membri nella lotta contro le organizzazioni criminali.

La Commissione è anche invitata a stilare una lista nera delle imprese legate alla criminalità organizzata o coinvolte in casi di corruzione. Inoltre, si auspica la creazione un’unità specializzata di Europol.

“L’Europa deve capire il complesso problema della criminalità organizzata e il pericolo derivante dall’infiltrazione di associazioni criminali nel tessuto sociale, economico e politico degli Stati membri”, ha affermato la relatrice Laura Ferrara (IT, EFDD). “I codici penali degli Stati membri devono essere in grado di affrontare la sfida. È per questo che chiedo un intervento normativo urgente e incisivo a livello europeo per fornire alle autorità di contrasto gli strumenti necessari per combattere adeguatamente i gruppi della criminalità organizzata in tutta Europa”.

Lista nera contro la corruzione
La Commissione UE è anche invitata a stilare “una lista nera di tutte le imprese che abbiano comprovati legami con la criminalità organizzata o siano coinvolte in pratiche corruttive” e a “escludere da ogni rapporto economico con la pubblica amministrazione e dal godimento dei fondi UE”. Inoltre, dovrebbe essere creata un’unità specializzata di Europol per il contrasto dei gruppi criminali organizzati “che operano contemporaneamente in diversi settori”. I deputati chiedono anche regole comuni, entro la fine del 2017, per proteggere gli informatori.

Interdizione dai pubblici uffici a livello UE
La Commissione dovrebbe stabilire norme vincolanti per vietare a soggetti che siano stati condannati o abbiano preso parte ad attività della criminalità organizzata o abbiano commesso altri reati gravi di candidarsi a elezioni o a lavorare nella pubblica amministrazione, incluse le istituzioni dell’UE.

I deputati ritengono che l’utilizzo di un metodo comune per confiscare i beni delle organizzazioni criminali nell’UE rappresenterebbe un deterrente per i criminali. Invitano pertanto la Commissione a rafforzare le misure comunitarie per la “promozione della gestione di beni congelati e beni confiscati e del loro reimpiego per fini sociali e come indennizzo per le famiglie delle vittime e le imprese colpite da usura ed estorsioni”.

Questa risoluzione non legislativa è il seguito del piano d’azione contro la criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro, approvato dal Parlamento il 23 ottobre 2013 ed elaborato dalla commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro (CRIM), creata nel marzo 2012. La commissione speciale ha terminato i suoi lavori nel mese di settembre 2013.

Nel 2013 Europol aveva identificato 3.600 organizzazioni criminali operanti nell’UE. La criminalità organizzata è spesso legata al traffico di esseri umani e la Commissione ha stimato che ogni anno all’interno della Comunità, diverse centinaia di migliaia di esseri umani sono vittime della tratta. Secondo uno studio della Commissione, i costi economici sostenuti a causa della corruzione nell’UE ammontano a circa 120 miliardi di euro l’anno. Ciò rappresenta l’1% del PIL comunitario, vale a dire poco al di sotto del bilancio annuale dell’Unione europea.

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