mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fisco, l’evasione vale 108,7 miliardi all’anno
Pubblicato il 17-10-2016


Evasione-fiscaleLa Commissione Giovannini ha pubblicato oggi la relazione sull’evasione fiscale. In media per gli anni 2012-2013, la differenza tra le entrate attese e quelle effettive risultano pari a 108,7 miliardi di euro all’anno di cui 98,3 miliardi per mancate entrate tributarie e 10,4 miliardi per mancate entrate contributive. L’entità media di evasione rappresenterebbe il 24% delle entrate tributarie. Se si considera esclusivamente l’IRPEF per il lavoro autonomo e di impresa, l’IVA e l’IRAP, la propensione all’evasione sale al 34,2%. Dal rapporto emerge una propensione media all’evasione IRPEF pari al 55,9% per i lavoratori autonomi e le imprese, in continua crescita dal 2010 al 2014, anno in cui si avvicina al 60 % a fronte di un’evasione del lavoro dipendente del 3%. Tra le altre imposte evase, l’IRES è la prima con una propensione del 36,8% seguita dall’IVA con il 29,8%, dall’IMU con il 24,2% e dall’IRAP con il 22,7%.

In generale la propensione all’incremento dell’evasione, nel 2013 riguarderebbe tutte le imposte ad eccezione dell’IVA.

La tendenza del biennio 2012-2013, su base annua, è stata di un incremento di mancate entrate tributarie per 2,5 miliardi, mentre l’evasione contributiva risulterebbe in leggera flessione per circa 280 milioni di euro. Inoltre bisogna notare che la recente revisione al rialzo del PIL del 2014 operata dall’ISTAT, considerata l’assenza di revisione del gettito tributario, potrebbe portare ad un ulteriore incremento dell’evasione fiscale per lo stesso anno. Sulla lotta all’evasione Renzi ha dichiarato nella sua e-news: “La lotta all’evasione ha raggiunto nel 2015 il record di tutti i tempi con quasi 15 miliardi recuperati: ma lo facciamo senza il modello punitivo del passato che puntava su un sistema vessatorio. Per noi il cittadino va coinvolto prima non stangato subito. Dopo i Gufi, insomma, facciamo i conti anche con i Vampiri”, proseguendo “Il deficit è al livello più basso degli ultimi 10 anni, il debito è stabilizzato” .

Dopo la decisione di chiudere Equitalia presa con la legge di Bilancio, bisognerà chiedersi quali strumenti saranno messi in campo per il recupero delle imposte evase. Nella fase di passaggio delle funzioni di recupero fiscale da Equitalia agli altri strumenti alternativi, passerebbe del tempo prezioso a vantaggio degli evasori. Già adesso, l’evasione recuperata rappresenta mediamente un valore di bassa unità decimale rispetto al totale. Bisogna anche ricordarsi che, la differenza delle imposte evase e non recuperate, dopo cinque anni va in prescrizione premiando gli evasori e penalizzando gli onesti contribuenti (a stragrande maggioranza lavoratori dipendenti e pensionati).

In assenza di evasione fiscale e contributiva non ci sarebbe bisogno di manovre che penalizzano gli italiani nei servizi e nel welfare. Il deficit potrebbe essere a livelli encomiabili. Diversa potrebbe essere la politica di bilancio e nei rapporti con la UE l’Italia potrebbe presentarsi a testa alta.

Salvatore Rondello

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