sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Francesco Brancaccio
I veri Riformisti votano SI
Pubblicato il 11-10-2016


La tradizione socialista ha accompagnato il nostro paese dal 14 agosto del 1892 ed è stato un partito sempre molto attento ad osservare le varie mutazioni sociali ed economiche del nostro paese.

Un partito che  è sempre riuscito ad innovarsi ed ad evolversi strutturalmente ed organizzativamente  grazie all’attenzione verso i cittadini ascoltando le loro esigenze.

Il momento di grande crisi che stiamo vivendo, impone alla classe dirigente una riflessione seria che deve portare alla risoluzione delle problematiche dei cittadini. Per questo il Partito Socialista Italiano è sempre risultato il vero motore Riformista della politica Italiana.

Ora ci attende  una nuova sfida l’organizzazione dei Comitati socialisti per il si con iniziative pubbliche, convegni di approfondimento, banchetti e campagne di informazione nelle piazze italiane.
La ricetta è semplice , guardare verso un partito aperto  che scende tra i cittadini facendo un informazione reale sulle questioni del SI al referendum utilizzando anche nuove tecnologie come i network. Possiamo dividere questa campagna in 3 fasi #SIparte (organizzazione)#SIvota (informando sul perché votare il si) #SIcambia (fase della campagna elettorale). A dare la carica al popolo riformista è soprattutto dal Segretario Nazionale e Viceministro Sen. Riccardo Nencini con le sue dichiarazioni
“Il vento sta cambiando, trovo ogni giorno un maggior numero di persone che, se entriamo bene nel merito della riforma, ci ascolta e condivide le ragioni del Sì al referendum. Se vince il SI si rafforza la stabilità del Governo e la governabilità italiana fa un netto salto di qualità. Questa è la strada maestra da seguire.”  Ma brevemente illustriamo perché votare si . Si tratta di una legge di revisione costituzionale che il Parlamento ha varato nel rispetto rigoroso dell’art. 138 della Costituzione. Questa modifica punta a rafforzare e semplificare il governo del Paese e interviene solo sulla Parte Seconda della Costituzione (quella che si occupa dell’ordinamento della Repubblica, cioè dell’organizzazione dei poteri pubblici); invece la Parte Prima (che segue i Principi fondamentali e contiene il catalogo dei diritti e dei doveri delle persone) non è toccata (salvo una modifica all’art. 48). In particolare la legge di revisione: – riforma il Parlamento: abolire il Bicameralismo insomma  le due Camere come doppioni – trasformare il Senato in un’assemblea di rappresentanza di Comuni e Regioni, molto più piccola abolire i senatori a vita – al Governo basterà, come dappertutto, la fiducia della sola Camera – sana l’incongruenza democratica di una seconda Camera con i poteri della prima ma alla cui elezione non partecipano i cittadini fra 18 e 25 anni meno un giorno – rafforza il Governo in Parlamento; – rafforza la partecipazione attraverso iniziativa popolare e referendum; – cancella ogni riferimento alle Province; – abolisce il CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) – ridisegna i rapporti fra Stato e Regioni secondo la formula: più potere legislativo allo Stato, più influenza di Regioni e Comuni sullo Stato grazie al nuovo Senato – lungi dal trascurarle rafforza in più punti le c.d. garanzie (incluso il controllo di costituzionalità preventivo sulle nuove leggi elettorali).

Francesco Brancaccio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento