martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fuori dal Comune. Dossier sui municipi commissariati
Pubblicato il 10-10-2016


openpolis-comuni-675Quanti comuni vengono commissariati ogni anno e perché? Succede di più al nord o al sud? Un approfondimento storico e regionale sullo scioglimento dei consigli comunali in Italia. Un fenomeno nazionale, ma con molte differenze territoriali. Il nuovo MiniDossier “Fuori dal comune“.


Comuni commissariati
di OpenBlog

L’efficienza della politica locale. I provvedimenti con cui il presidente della repubblica, su proposta del ministro dell’interno, dispone di sciogliere un consiglio comunale sono un indice indiretto dell’efficienza delle amministrazioni. Basta pensare al comune di Roma. I tre commissariamenti che hanno coinvolto la capitale dal 2000 a oggi hanno di certo influito in modo negativo sulla capacità di erogare alcuni dei servizi fondamentali, e hanno avuto una parte nel determinare la mancanza di programmazione politica testimoniata negli anni.

Perché vengono commissariati. Le cause che possono portare allo scioglimento di un consiglio comunale sono varie. Le principali sono riconducibili a due macrocategorie: le questioni politiche, come le dimissioni dei consiglieri o del sindaco oppure le mozioni di sfiducia; e la cattiva gestione del comune o gli errori amministrativi (infiltrazioni mafiose, mancato approvazione del bilancio e decadenza del sindaco). La grande maggioranza dei casi registrati in Italia rientra in questi due tipi di cause.

Il trend negli anni. Dal 2001 al 2014 sono stati sciolti 2.385 consigli comunali. Con una media di 170 provvedimenti all’anno, il fenomeno è ormai una presenza fissa nelle vicende politiche del paese. Ogni anno sono 2,5 milioni (circa il 4%) i cittadini interessati da questo tipo di vicende in quanto residenti in comuni commissariati. Livelli importanti sono stati raggiunti con lo scioglimento dei consigli comunali di Roma nel 2001 e nel 2008, e di Reggio Calabria nel 2012.

Un’analisi regionale. I commissariamenti sono senza dubbio un fenomeno nazionale. Dal 2001 al 2014 è stato registrato almeno uno scioglimento in ben 18 delle 20 regioni italiane. Sei regioni da sole collezionano il 70,36% dei casi. Nell’ordine sono: Campania (18,28%), Lombardia (13,46%), Calabria (12,29%), Puglia (9,39%), Piemonte (8,39%) e Lazio (8,01%). È comunque da sottolineare che il fenomeno è più consistente al sud. La vera differenza infatti non è tanto il numero assoluto di commissariamenti, ma la loro incidenza sul territorio. In questo senso, la percentuale di comuni commissariati nelle regioni del mezzogiorno è molto più alta che al nord.

Le infiltrazioni mafiose. Dal 1991 al 2014 sono stati sciolti per mafia 258 comuni. Il dibattito sulla materia è sempre molto acceso, specie per il suo notevole peso sulle dinamiche politiche dell’ente locale. Particolarmente significativo è stato l’arrivo del governo tecnico guidato da Mario Monti nel 2012, quando i decreti di scioglimento per infiltrazioni mafiose sono aumentati del 380%. Anche qui le differenze territoriali sono tante: dei 171 casi registrati fra il 2001 e il 2014, il 97,08% è avvenuto nel mezzogiorno.

OpenPolis

Fuori dal comune” è il numero 08/2016 della collana di approfondimento MiniDossier. L’impostazione di data journalism prevede la verifica, l’analisi e la comparazione dei dati provenienti da fonti ufficiali per fare emergere notizie e proporre punti di vista nuovi e diversi. Anche per dare continuità a questo lavoro durante l’anno è fondamentale sostenere openpolis attraverso la campagna di donazioni o il 5×1000.

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