giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Gian Franco Schietroma
Perché voto sì
Pubblicato il 26-10-2016


Sul referendum costituzionale del 4 dicembre si avverte concretamente il rischio di un voto sul governo, piuttosto che sul contenuto della riforma. Anche per questo ritengo possa essere utile esplicitare, da parte mia, le ragioni di merito che mi spingono a votare SI.

Il primo aspetto positivo della riforma è costituito dal superamento del c.d. bicameralismo perfetto, mediante l’attribuzione alla sola Camera del potere fiduciario nei confronti del governo e la previsione di un procedimento legislativo basato sulla prevalenza della Camera.

Il secondo aspetto positivo è rappresentato dall’introduzione del voto c.d. “a data certa” che consente di richiedere alla Camera l’esame e l’approvazione entro 70 giorni dei disegni di legge reputati essenziali per l’attuazione del programma di governo.

Un terzo aspetto da accogliere con favore è senza dubbio l’ampliamento dei limiti alla decretazione d’urgenza, con la previsione di materie sottratte a tale strumento, in linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Ed ancora: è certamente positiva la razionalizzazione delle competenze tra Stato e regioni nel titolo V, mediante l’abolizione delle materie c.d. “concorrenti” che dal 2001 hanno dato luogo a numerosi conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale.

Un ulteriore aspetto di rilievo è la riduzione del quorum per la validità del referendum abrogativo, passando, in caso di quesito sottoscritto da 800 mila cittadini, dalla metà più uno degli aventi diritto alla metà più uno dei votanti alle ultime elezioni per la Camera. Resta fermo l’attuale quorum in caso di richiesta con 500 mila sottoscrizioni.

Tra gli aspetti positivi della riforma va considerato il giudizio preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali di Camera e Senato qualora venga richiesto da un quarto dei componenti della Camera oppure da un terzo di quelli del Senato.

Un aspetto che, invece, suscita in me perplessità è la sovrapposizione dei ruoli di consigliere regionale e senatore, e di sindaco e senatore, che, senza la previsione di meccanismi di supplenza nell’organo di origine, possono dar luogo a inefficienza nella gestione del mandato. Ma queste criticità possono essere risolte con la successiva legge ordinaria di attuazione della riforma.

In conclusione, mi sembra di poter dire che, proprio dall’esame dei contenuti della riforma, emergono aspetti positivi che portano con tranquillità ad esprimere un voto favorevole il 4 dicembre prossimo.

Gian Franco Schietroma
Coordinatore Segreteria nazionale PSI

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