sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Gli Italiani all’estero superano gli stranieri
Pubblicato il 27-10-2016


immigratiCrescono gli italiani all’estero che per la prima volta in assoluto superano gli stranieri in Italia. Sono i dati resi noti dall’Istat che disegna uno stivale sempre più multietnico. Ma se questa è una tendenza naturale con il mutamento dei flussi migratori degli ultimi anni, è invece una novità, negativa, l’aumento del numero dei molti conterranei partiti per altre mete. Il dossier statistico del centro studi Idos evidenzia infatti, per la prima volta dopo anni, il sorpasso degli italiani all’estero rispetto agli stranieri in Italia. Il 2015 è l’anno del cambiamento di rotta che ha visto il superamento dei cittadini italiani residenti fuori dal Paese sugli immigrati residenti nei confini nazionali: è il resoconto di svolta tracciato dal Dossier Statistico #immigrazione 2016 eseguito dal Centro studi Idos e dalla rivista Confronti insieme all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni).

Ecco alcune cifre. Nel dettaglio, il rapporto stima che gli stranieri regolarmente in Italia siano 5 milioni e 498 mila (ai quali si aggiungono 1.150.000 di cittadini di origine straniera che hanno acquisito negli anni la cittadinanza italiana). Provengono in maggioranza da Romania (22,9%), Albania (9,3%), Marocco (8,7%), Cina (5,4%), Ucraina (4,6%). Il loro apporto, secondo il dossier, è “funzionale dal punto di vista demografico”. Da anni infatti la popolazione in Italia è in diminuzione. “Questa tendenza peggiorerà, trovando tuttavia un parziale temperamento nei flussi degli immigrati – si legge nel Dossier – ; l’Istat ha ipotizzato, a partire dal 2011, una media di ingressi netti dall’estero superiore alle 300mila unità annue (livello rispetto al quale in questi anni si è rimasti al di sotto), per discendere sotto le 250mila unità dopo il 2020, fino a un livello di 175mila unità nel 2065”.

 L’Emilia Romagna è la regione che conta il maggior numero di cittadini immigrati con 533.479 residenti che rappresentano il 12% della popolazione emiliana e la provincia che ne ospita di più è Bologna con 117.122 residenti. Il 2015 ha dato il benvenuto in Emilia a 8.812 bambini nati da entrambi i genitori stranieri.

Non soltanto il settore demografico ringrazia ma anche quello delle pensioni dove la presenza degli immigrati contribuisce ad un sostanzioso gettito contributivo pari a quasi 11 miliardi di euro nell’anno in oggetto. Sul fronte del lavoro in Italia si contano il 10,5% degli occupati e il 15% dei disoccupati e nonostante il tasso di disoccupazione è aumentato nel periodo 2008-2015, gli immigrati hanno inciso di quasi il 30% sui nuovi assunti in generale arricchendo il mercato occupazionale in molti reparti, soprattutto nel lavoro presso le famiglie e in agricoltura.

Il sostegno degli immigrati ai Paesi di origine è evidenziato dalle rimesse. In Italia si è registrato il picco delle rimesse nel 2011, con 7,4 miliardi di euro, scesi a 5,3 miliardi nel 2015. “Gli invii sono gestiti solo in un decimo dei casi dalle banche, preferite per le grandi transazioni, mentre negli altri casi prevalgono gli operatori di money transfer”. Clamorosa la diminuzione del flusso monetario verso la Cina: da 2,6 miliardi di euro nel 2011 a 0,6 miliardi nel 2015.

Nel 2015 gli stranieri presenti nell’Ue sono stati il 7,3% degli occupati e il 12,5% dei disoccupati, mentre in Italia l’incidenza è stata del 10,5% tra gli occupati e del 15% tra i disoccupati. Nel periodo 2008-2015 per gli immigrati il tasso di disoccupazione è aumentato di 7,7 punti (per gli italiani di 4,8). Solo il 6,8% degli stranieri lavora nelle professioni qualificate, mentre il 35,9% svolge professioni non qualificate e un altro 30% lavora come operaio. In media la retribuzione netta mensile per gli stranieri è inferiore del 28,1% (979 euro contro i 1.362 degli italiani). E ancora: “In questa lunga fase di crisi, non tutte le collettività hanno tenuto come quella cinese, anche perché caratterizzata da una quota di lavoratori indipendenti pari al 47,5% contro una media del 12,5% tra tutti gli immigrati. I saldi occupazionali rilevati dall’archivio Inail sono stati positivi solo per le collettività maggiormente coinvolte in attività autonome, specie nel commercio (Cina, Egitto, Bangladesh, Pakistan). Ben diversa la situazione dei marocchini, il cui tasso di disoccupazione è del 25,4% e quello di occupazione del 44,1%”.

Gli immigrati nel 2015 hanno comunque inciso per il 28,9% sui nuovi assunti, “valori che sottolineano la loro funzionalità al mercato occupazionale in numerosi comparti e, in particolare, in quello del lavoro presso le famiglie e in agricoltura”. Ha continuato a essere positivo anche l’andamento delle imprese a gestione immigrata, aumentate di 26mila unità e arrivate al numero di circa 550mila.

Redazione Avanti!

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