mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Gualaccini (CNEL), Occorre rinnovare il Paese
Pubblicato il 19-10-2016


Gian Paolo Gualaccini*, vice presidente del Cnel risponde al quesito su cosa succederà nell’eventualità di una vittoria del sì al referendum costituzionale.

cnelIl CNEL rimane una rappresentanza ancora vitale che, nonostante il ridimensionamento, rinnova le cariche apicali.

Il CNEL è un organo di rilevanza costituzionale previsto dall’art. 99 della Costituzione; la sua soppressione è stata inserita nel noto progetto di riforma costituzionale – che coinvolge 47 articoli della vigente Costituzione – e su cui è prevista la consultazione referendaria il prossimo 4 dicembre.
Nonostante ciò, e in considerazione degli adempimenti formali e delle funzioni che sono stabiliti per legge in capo al CNEL, io ed i miei colleghi abbiamo deciso di restare per spirito di servizio senza alcuna remunerazione o rimborso spesa. A seguito della nomina del Dott. Napoleone a Presidente f.f., l’Assemblea del CNEL mi ha proposto all’unanimità per l’incarico di Vice Presidente. Tengo a precisare, inoltre, che io rappresento il mondo del non profit, una realtà che è entrata nel CNEL abbastanza recentemente (2001).

Il CNEL sarà inserito all’interno del referendum costituzionale di dicembre, secondo lei cosa succederà?

Debbo dire di non aver ancora deciso come votare, poiché vi sono alcune proposte che mi convincono, come le semplificazioni nella Pubblica Amministrazione, ed altre che non mi persuadono affatto, come il rapporto tra lo Stato Centrale e le Regioni. Tuttavia, qualunque sarà il risultato del referendum, c’è la necessità di un cambio di passo da parte di tutte le forze politiche. Il Paese non progredisce con la cultura dello scontro e della demonizzazione dell’avversario. Occorre recuperare la capacità di dialogo simile a quella della Costituente del 1946, dove forze tra loro opposte trovavano mediazioni altissime. Aggiungo che, avendola vista in atto, l’attuale configurazione del CNEL non funziona, anche perché la sua legge ordinamentale è ormai molto datata (legge 30 dicembre 1986, n. 936). Oramai il CNEL è divenuto nel dialogo politico l’esempio dell’”ente inutile”proprio quando, invece, più di 80 paesi al mondo hanno propri comitati economico-sociali. La stessa Unione Europea ha istituito il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ed ha provveduto ad inserirlo intelligentemente all’interno del processo normativo europeo, il che lo rende un ente indispensabile.

La chiusura del CNEL comporterà un vuoto di funzioni, chi erediterà l’arduo compito di fare da mediatore nel nuovo mondo del lavoro?

Non so chi erediterà queste funzioni ma chiunque governerà il Paese dopo il 4 dicembre dovrà tener conto della necessità di un organo per i corpi intermedi dotato, oltre che delle funzioni del CNEL, di altri e rilevanti compiti, per esempio la possibilità di fornire pareri obbligatori non vincolanti su tutta l’attività del Parlamento.

In attesa dell’appuntamento referendario, comunque il CNEL continua ad essere operativo?

Certamente, noi siamo rimasti 24 consiglieri su 64 e continuiamo a svolgere il nostro lavoro su alcuni adempimenti formali e non, ancora di pertinenza del Consiglio. Basti pensare al parere che per legge il CNEL deve presentare al Parlamento sulla legge di bilancio del Governo. Nonostante l’attività ridotta continuiamo ad essere operativi nell’ambito del nostro mandato.

Al netto delle molte polemiche, forse in parte gratuite, era così fondamentale dismettere un ente che comunque permetteva una rappresentanza così importante?

Dalla bicamerale di D’Alema fino alla commissione dei 10 saggi voluta dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è ripetutamente proposto per il CNEL una profonda riforma o, in alternativa, una veloce soppressione. Questo Governo ha scelto la seconda possibilità. Ci tengo, però, a rivendicare la necessità di una casa istituzionale per i corpi sociali intermedi. Bisognava avere più coraggio nel cercare una riforma rifondativa del CNEL, tentando di cambiare non solo la mission e la governance, ma anche le modalità di designazione dei consiglieri e il loro numero. Le parti sociali (datoriali e sindacali) che hanno effettivamente diretto il CNEL avrebbero dovuto, da tempo, lavorare a una profonda riforma del CNEL, già alle prime avvisaglie delle critiche populistiche.

Alessandro Munelli

gualaccini

Gian Paolo Gualaccini, vice presidente CNEL

*Nato a Roma il 1 novembre 1957. Laureato in Scienze Politiche, con il massimo dei voti presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Durante gli anni universitari, come rappresentante degli studenti, è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università “La Sapienza” per il biennio 1980/82 e per il biennio 1982/84. Dal 1983 al 1984 ha fatto parte anche del C.U.N. (Consiglio Nazionale Universitario). E’ stato dirigente di gruppi industriali operanti nel settore dei servizi e di gruppi editoriali attivi in Italia e all’estero ed è stato imprenditore nel settore dei servizi alle imprese. Dal 1994 fino al 2001 Direttore dell’Ufficio Nazionale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali della Compagnia delle Opere. Da novembre 2000 a novembre 2006 ha ricoperto la carica di Vice Presidente Nazionale della Compagnia delle Opere. Membro del Coordinamento Nazionale del “Forum del Terzo Settore” fino a dicembre 2012. Da settembre 2001 è, inoltre, membro del CNEL (VII Consiliatura) e da marzo 2009 (VIII Consiliatura 2005-2010) è Coordinatore del Comitato “Osservatorio sull’Economia Sociale” del CNEL medesimo, riconfermato nella attuale consiliatura, IX (2010-2015). In quanto membro del CNEL fa parte del LEED Directing Committee (Local Economic and Employment Development) dell’OCSE (OECD). È stato prima membro – da maggio 2011 – del “Comitato consultivo per l’impostazione dei censimenti sulle istituzioni non profit” dell’ISTAT e poi – da ottobre 2013 ad aprile 2014 – membro del comitato scientifico dell’ISTAT per la preparazione del convegno sul censimento delle istituzioni non profit. Da luglio 2016 è membro del Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura (Comitato antiracket e antiusura) presso il Ministero dell’Interno. Da settembre 2016 è Vice Presidente del CNEL.

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