lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il grande bluff
delle banche
Pubblicato il 13-10-2016


soldi in neroLa beffa è che contestare le banche non serve a nulla, perché avete perso ancora prima di iniziare; infatti, la potenza di fuoco di cui dispongono per contrastare le vostre buone ragioni, anche se loro hanno torto marcio, è infinita. Sempre loro, le banche, possiedono almeno due prerogative fondamentali per affrontarvi sul campo legale: tempo e denaro!

Con tutti gli avvocati di cui dispongono che fanno gara per ingraziarsi le banche nella speranza di avere una pratica o una occasione di collaborazione, gli istituti di credito hanno la possibilità di piegare il tempo a disposizione a proprio vantaggio, di muoversi tra passato, presente e futuro, per modificare la storia a proprio piacimento…manco utilizzassero la mitica De Lorean di “Ritorno al futuro”.

Invece, per quanto riguarda il denaro l’inganno è fantastico: utilizzano il vostro! Come direbbe Abatantuono in uno dei suoi vecchi film: “eccezionale veramente!”. I banchieri contano i nostri soldi per farci la guerra e, quando scarseggiano, si inventano aumenti di capitale per averne ancora. Ultimamente, poi, abbiamo scoperto che ci hanno venduto azioni e obbligazioni ad un prezzo alto ma a tassi per noi vantaggiosissimi, proprio per invogliarci ad abbuffarci di queste azioni per farle precipitare, come sono puntualmente sfracellate a valore zero poco dopo aver incassato la nostra avidità. Hai ragione tu, caro Abatantuono: “eccezionale veramente!”

Ora, con le nuove normative europee, se entri negli istituti di credito con delle valanghe di soldi contanti ti fanno i ponti d’oro senza chiederti nulla, salvo fare la spia all’ufficio delle imposte due minuti dopo. Qualcuno dice che lo fanno per il rispetto che hanno della legalità. Macché, lo fanno per essere certi che non potrai più ritirare i tuoi quattrini! Provate a entrare in banca per ritirare dei soldi che avete versato il giorno prima; vi obbligheranno a compilare moduli a non finire e sarete sottoposti a domande da interrogatorio con la luce sparata in faccia à la ispettore Clouseau, per quanto si muovono con furbizia e pure circospetti. Ma d’altronde è sempre stato così: i regnanti reprimevano ogni ipotesi di ribellione popolare, utilizzando lo stesso denaro che estorcevano attraverso le gabelle. Ed ecco così che siamo arrivati ai giorni nostri.

Ai soprusi dei Re c’eravamo abituati, al punto quasi da pensare che avevano ragione. I cambiamenti, invece, sono duri da digerire. Chiediamo solo il tempo di abituarci a queste nuove teste di “reali”, così da aiutarli ad aggiustare il tiro affinché ci sparino meglio addosso i nostri soldi. Una sola richiesta, però: che non siano i due euro di ferro messi sulla brace e tirati alla strega come faceva il Marchese Onofrio Del Grillo.

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