mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Pe approva la ratifica dell’accordo sul Clima di Parigi
Pubblicato il 04-10-2016


cop21-parisIl Parlamento Europeo ha approvato a Strasburgo la ratifica dell’Accordo sul Clima di Parigi, alla presenza del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e della presidente del Cop21 e ministro dell’Ambiente francese Ségolène Royal, concludendo così il processo politico che porterà alla ratifica.

L’accordo globale sul clima firmato il 12 dicembre 2015 a Parigi ha quindi raggiunto la soglia di ratifiche che consente la sua entrata in vigore. In meno di un anno i Parlamenti di mezzo mondo sono riusciti ad approvare l’intesa che rappresenta la base di una rivoluzione importante nell’approccio ai temi climatici. Oggi “abbiamo varcato la prima soglia per l’entrata in vigore, – ha commentato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, nel suo intervento alle Nazioni Unite – dobbiamo essere uniti e coesi di fronte a questa sfida, abbiamo l’opportunità di un futuro più giusto ed equo per una terra più sana e sicura”. Per il presidente della Commissione Ue Juncker, “oggi l’Ue trasforma l’ambizione sul clima in azione sul clima. L’accordo di Parigi è il primo del suo genere e non sarebbe stato possibile, se non fosse stato per l’Ue. Oggi continuiamo a mostrare la nostra leadership e dimostriamo che l’Unione Europea, tutta insieme, è in grado realizzare cose concrete“.

Una volta approvata dal Parlamento europeo la palla passa al Consiglio che può adottare formalmente la decisione tramite una procedura scritta d’urgenza così che l’UE, insieme ai 7 Stati membri che hanno completato il processo di ratifica, possano depositare venerdì 7 ottobre gli strumenti di ratifica presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Finora, 7 Stati membri hanno completato i loro processi interni a livello nazionale: Ungheria, Francia, Slovacchia, Austria, Malta, Portogallo e Germania. Questi 7 Stati rappresentano circa il 5% delle emissioni globali. Manca purtroppo il nostro Paese che ancora deve ratificare l’accordo.

Affinché l’accordo possa entrare in vigore, sono necessarie le ratifiche di almeno 55 parti pari ad almeno il 55% delle emissioni globali. Ad oggi 62 parti, pari al 51.89% delle emissioni globali, hanno formalmente depositato gli strumenti di ratifica. In questo contesto, e grazie alla ratifica da parte dell’UE, l’accordo di Parigi entrerà in vigore, in tempo per la conferenza sul clima COP 22 a Marrakech dal 7-18 novembre 2016.

Con l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi si apre ora un nuovo capitolo, ancora in buona parte da scrivere. L’intesa raggiunta sta già portando a modifiche radicali del sistema produttivo e dell’organizzazione delle città. Ma tra gli obiettivi dichiarati a Parigi (mantenere l’aumento di temperatura entro i 2 gradi, possibilmente 1,5 gradi) e le misure finora decise dagli Stati c’è un abisso: gli impegni non sono sufficienti. Per mettere in sicurezza l’atmosfera occorrerà raddoppiare gli sforzi. Quello che abbiamo visto finora è solo l’inizio del cambiamento che ci attende.

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