giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il populismo dei baiocchi
Pubblicato il 21-10-2016


Se Renzi insiste con sta storia dei tagli alla politica perché elimina qualche poltrona e non paga (se non attraverso i rimborsi) i nuovi senatori, allora Grillo che sui soldi ha fatto successo, può bene alzare l’asticella e proporre subito un dimezzamento degli stipendi a tutti i parlamentari. Cosa che fa tremare i polsi ai Pd, sensibili a un arma da loro stessi
impugnata. Come dire. Gioco al rialzo. La verità che è sbagliato (su questo mi spiace dar ragione a Stefano Rodotà) concepire la democrazia come un oggetto da comprare al mercato. E per di più considerando solo il suo prezzo. La democrazia ha un costo, che va sempre rapportato alla sua efficacia. Se il costo diventa l’unico obiettivo, allora perché non alzare ancora il tiro e togliere del tutto lo stipendio ai parlamentari (come accadeva a fine ottocento, con la conseguenza che a Roma potevano andare solo i ricchi) o perché non abolire anche la Camera? E di politici pagarne uno solo? Sai che risparmi?

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Commenti all'articolo
  1. Ma se la giustificazione unica di Renzi-Boschi-Verdini e quella di penalizzare la casta perchè non penalizzarla sul serio, e poi 630 deputati servono a finanziare i partiti su 630 lavoreranno ad essere generosi gli altri fanno soltanto la fatica di votare quando si vota per il resto possono starsene tranquillamente a casa a non fare danni

  2. Io penso che la questione essenziale sia un’altra, anche se un tetto agli stipendi sarebbe una buona cosa. Credo che andrebbe ripensato in modo più’moderno’ il ruolo del Parlamento, e quindi dei parlamentari.Secondo me dei rappresentati dei cittadini dovrebbero confrontarsi su molte più cose di quanto avvenga adesso, e non stare solo lì per fare leggi,divertirsi su milioni di emendamenti etc, oltretutto sono scavalcati spesso dal Governo, i voti di fiducia etc. 600 parlamentari sono 1 su 100.000 persone, non sono troppi, il problema è ciò che fanno, come lo fanno etc. Un regolamento sarebbe utile, su diversi aspetti, per esempio che dopo un certo numero di assenze si rivede il compenso, o qualcosa del genere..Comunque se fossi Renzi non insisterei su questo tasto della riduzione dei costi della politica, non mi pare molto efficace..come argomento…

  3. Vale probabilmente il vecchio adagio che chi semina vento raccoglie tempesta, e mi sembra sia successo così anche per la personalizzazione-politicizzazione del voto referendario, e pure la proposta di dimezzamento degli stipendi o indennità parlamentari potrebbe essere considerata quale risposta-reazione a come è stato formulato il quesito referendario.

    Ogni azione politica deve a mio avviso mettere in conto che possano esservi i relativi “contraccolpi”, ai quali ovviamente si potrà poi replicare adducendo e ribadendo le proprie ragioni, perché questa è la regola della democrazia, ma c’è una parte della sinistra che pare far fatica ad accettare tale “dinamica”, e anzi non riesce talora a nascondere la propria insofferenza al riguardo.

    Paolo B. 25.10.2016.

  4. caro direttore hai fatto centro , come sovente ti accadde..
    Il potere legislativo, l’unico al quale il popolo sovrano e chiamato a comporlo con le elezioni non è u n mero costo,non è il costo della politica , ma di una STRUTTURA DELLO STATO uno dei trè poteri in cui si suddivide la sua sovranità
    Il primo obiettivo è la sua efficenza e la sua giusta rappresentività deilla società, dalla sua efficenza e dalla sua serietà ne verranno gli eventuali risparmi sul costo e non viceversa.
    Chi sia più populista in Italia e una bella gara, in questo caso il PD paga il suo populismo (reiduzione dei costi della politica)contro chi del poopulismo ha fatto la sua ragion d’essere.
    Fraterni saluti compagno Maurizio Molinari

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