domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

INPS. Prestiti con cessione del quinto della pensione e successo ‘Garanzia giovani’
Pubblicato il 10-10-2016


Prestiti con cessione del quinto della pensione

GESTIONE PUBBLICA SERVIZIO MOBILE PER IL CALCOLO DELLA QUOTA CEDIBILE

Da adesso anche i pensionati già iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici possono utilizzare il servizio mobile per calcolare la quota massima cedibile della propria pensione.

Al servizio “Quota Cedibile Pensione” si può accedere con PIN dopo aver scaricato dagli store l’app INPS Servizi Mobile per Iphone (con sistema operativo IOS) o per smartphone (con sistema operativo Android) oppure accedendo con altri dispositivi fissi o mobili al sito mobile m.inps.it.

La quota viene calcolata in base all’imponibile pensionistico e può mutare a seguito delle variazioni mensili di quest’ultimo. Ai fini del calcolo l’imponibile pensionistico va considerato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali nonché delle altre trattenute aventi natura prioritaria, tenuto inoltre conto della salvaguardia del limite del trattamento minimo della pensione.

Per maggiori informazioni sui servizi mobile è opportuno consultare la sezione “Applicazioni Mobile Vai alla guida Come fare per Ottenere e restituire un prestito con la pensione” per ulteriori dettagli sulla cessione del quinto

 

Garanzia giovani

PROSEGUE TREND POSITIVO

Prosegue la crescita del numero dei giovani presi in carico e di quello dei giovani ai quali è stata offerta un’opportunità concreta tra quelle previste da Garanzia Giovani. Al 22 settembre, i presi in carico sono 767.364, 4.876 in più della scorsa settimana, con un incremento del 33,5% rispetto al 31 dicembre 2015, data che segna la conclusione della “fase 1” del programma; tra questi, sono 389.812 quelli cui è stata proposta almeno una misura del programma, 2.929 in più della scorsa settimana, con un incremento, rispetto al 31 dicembre 2015, del 53,3%. È una nota del ministero del Lavoro ad aggiornare i dati del programma finanziato dalla Ue. Aumenta anche il numero dei giovani che si registrano: sempre al 15 settembre, gli utenti complessivamente registrati sono 1.153.619, 7.286 in più della scorsa settimana, con un incremento del 26,2% rispetto al 31 dicembre 2015. I giovani registrati, al netto delle cancellazioni, sono 987.269. Nella sezione “Giovani Imprenditori”, il report contiene l’aggiornamento del dato relativo ai giovani che stanno presentando le domande di finanziamento a SELFIEmployment. Al 21 settembre, dopo l’entrata in vigore (il 12 settembre) del nuovo format on line per la presentazione delle domande -che consente l’accesso al finanziamento agevolato anche ai giovani che non abbiano concluso un percorso di accompagnamento finalizzato all’autoimprenditorialità- i giovani che hanno iniziato l’iter on-line per l’ammissione al finanziamento sono 340; 203 sono le domande in fase di valutazione dall’avvio del progetto. Procede anche l’attuazione di “Crescere imprenditori”, l’iniziativa nazionale promossa dal Ministero e attuata da Unioncamere per supportare l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità attraverso attività di formazione ed accompagnamento all’avvio di impresa. Al 21 settembre sono 1.320 i giovani che hanno superato il test on-line di valutazione delle capacità imprenditoriali richieste per partecipare alla formazione finalizzata alla redazione del business plan; 420 sono stati avviati ai percorsi, 236 li hanno già conclusi con profitto. Il Report contiene anche un focus sul successo di “Crescere in Digitale”, progetto promosso dal Ministero del Lavoro insieme con Google ed Unioncamere, che offre agli iscritti al programma Garanzia Giovani l’opportunità di approfondire le proprie conoscenze digitali attraverso 50 ore di training online: a 54 settimane dal lancio sono 72.161 i giovani iscritti attraverso la piattaforma www.crescereindigitale.it; di questi 41.578 hanno completato il primo modulo e 6.523 hanno completato tutto il corso. Le imprese che hanno aderito al progetto sono 3.440, disponibili ad accogliere 5.323 tirocinanti. Da sottolineare che le imprese che decideranno di assumere il giovane al termine del tirocinio potranno beneficiare di incentivi fino a 12.000 Euro.

 

Gli ultimi dati sugli assunti

CON LA FINE DEGLI INCENTIVI -83% DI CONTRATTI STABILI RISPETTO AL 2015 

“Che quest’anno ci fosse un calo sull’aumento delle assunzione a tempo indeterminato – ha detto il ministro del Lavoro – era prevedibile, perché l’anno scorso abbiamo avuto un record ‘mondiale’ di queste assunzioni. È evidente che le imprese hanno utilizzato l’incentivo al massimo e quelle assunzioni sono ancora oggi in essere”.
“Abbiamo avuto 2 milioni e 200 mila contratti a tempo indeterminato da quando abbiamo introdotto il contratto a tutele crescenti – ha continuato il responsabile del Welfare – Che oggi ci sia un calo nei nuovi è ragionevolmente motivato dal fatto che ne abbiamo accumulato una quantità molto più alta dell’anno passato. Da quando siamo al governo abbiamo 585 mila posti di lavoro in più, di cui quasi 400 mila a tempo indeterminato”.

Boeri, Jobs Act ha fatto crescere lavoro – “Grazie al job acts, l’occupazione in Italia è cresciuta di più dell’economia”. Lo ha dichiarato anche Tito Boeri, economista e presidente dell’Inps, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Sassari, nel corso della quale ha presentato la propria prolusione. Secondo il docente di Economia della Bocconi di Milano, “in Italia si riserva troppa attenzione a chi ha già smesso di lavorare, ma in realtà tutto il sistema previdenziale dipende dallo stato di salute del mercato di lavoro”. Motivo per cui, ha affermato Boeri ai giornalisti, “è necessario insistere sulla riforma del mondo del lavoro in modo tale da incentivare l’occupazione”.

Jobs Act, Poletti: serve monitoraggio – “Abbiamo deciso di introdurre la tracciabilità piena dei voucher per contrastare con ancora maggior forza il loro utilizzo irregolare, prevedendo, per i committenti, l’obbligo di comunicare via sms o posta elettronica alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro, almeno 60 muniti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati anagrafici del lavoratore, il luogo e l’ora di inizio e di fine della prestazione. È un intervento importante, che il governo ha voluto con forza per riaffermare l’importanza delle legalità nel lavoro, e di cui monitoreremo gli effetti: qualora non si ottenessero i risultati voluti interverremo ancora”. A dirlo è stato direttamente il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, commentando l’approvazione, nel recente Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo correttivo del Jobs Act che contiene, oltre alla norma sui voucher, altri interventi di rilievo.

 

Ma scatta dal 2018

ALLO STUDIO TAGLIO DELL’IRPEF

Mettere già nero su bianco il promesso taglio dell’Irpef, che scatterebbe comunque dal 2018, così come già fatto con l’Ires. È, secondo fonti di maggioranza e di governo, una delle ipotesi allo studio dell’Esecutivo per la prossima manovra. Il nodo resta sempre quello delle coperture che andrebbero comunque individuate con la legge di bilancio per il 2017, anche se la riduzione delle tasse diventasse operativa l’anno successivo.

Al momento, spiegano diverse fonti parlamentari di maggioranza, si tratta solo di una ipotesi, fermo restando che il taglio dell’Irpef è sempre stato, e resta, in agenda per il 2018. Ma può essere già indicato visto che ogni manovra copre comunque un arco temporale triennale. Per anticipare la scrittura della misura già a questa legge di Bilancio va superato, appunto, lo scoglio delle coperture. Anche per il taglio dell’Ires, annunciato lo scorso anno e dettagliato con l’ultima legge di Stabilità si è utilizzato lo stesso meccanismo ma le risorse per coprire la riduzione dal 27,5% al 24%, che scatterà appunto dal primo gennaio 2017, sono già state scontate a bilancio. Già a giugno era stato lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a indicare questa via tra le possibilità. Nel salotto di Porta a Porta, dove pochi giorni fa ha confermato che al momento non ci sono i margini per anticipare l’intervento al 2017, il ministro aveva spiegato che “possiamo in ogni legge di stabilità decidere di far scattare da subito” tagli di tasse “oppure annunciare credibilmente un taglio di tasse che entrerà in vigore un po’ più avanti”, cioè, appunto, parlando di una riduzione “di alcuni punti” in modo da essere percepita “nelle tasche dei cittadini”.

Carlo Pareto

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