domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PARTITA APERTA
Pubblicato il 03-10-2016


Riforme-RenziNascono nuovi comitati per il Sì al referendum. In Veneto, in Toscana e poi in Abruzzo, dove i socialisti inizieranno il secondo giro d’Italia per l’approvazione della Riforma Costituzionale. “Il Sì al Referendum costituzionale – ha detto il Segretario del PSI Riccardo Nencini sul voto di dicembre – costituisce un passo significativo per il rinnovamento delle Istituzioni e l’ammodernamento dell’Italia”. E sulla modifica della legge elettorale, ha aggiunto che “modificare l’Italicum significa consentire la stabilità dei Governi e la piena rappresentanza dei cittadini”. Il 20 ottobre, organizzata da Mondoperaio, si tiene a Roma una manifestazione nazionale a favore del sì al referendum cui hanno aderito, tra gli altri, i costituzionalisti Pio Marconi, Cesare Pinelli e Mario Chiti, oltre ai rappresentanti della cultura laica, liberale e socialista.

Sono questi infatti i temi che terranno banco per i prossimi mesi e sui cui il dibattito politico sarà particolarmente acceso tanto che, per usare le parole del premier,  “nei prossimi due mesi ci giochiamo i prossimi 20 anni: è una sfida pazzesca, una partita chiave, molto più grande del futuro mio e del mio governo”. Matteo  Renzi, parlando alla scuola di formazione dei giovani del Pd ha detto che la partita delle riforme deve essere giocata adesso  perché “non capiterà un’altra occasione”. E ha attaccato il fronte del no, a partire dal Movimento Cinque Stelle.

Intanto, sul fronte del dibattito sulle modifiche all’Italicum, in attesa che Renzi formalizzi una proposta concreta, s’inseguono le indiscrezioni. E c’è chi ipotizza che il governo sarebbe pronto a presentare un testo in Parlamento già dopo la prossima direzione del 10 ottobre. Tutto allo scopo di allentare la pressione della sinistra interna in modo da presentarsi uniti il 4 dicembre a favore del ‘Si’.  Ma indiscrezioni a parte il premier ha invece affermato di non avere intenzione di avanzare proposte ma anzi, di aspettarsene dal Parlamento. “Per me l’Italicum – ha sottolineato Renzi – è una ottima legge ma se tutti pensano di riaprire il tema, il Pd è pronto non a presentare un’altra proposta sennò fai come il carciofo, con gli altri che dicono solo no. Ma siamo disponibili veramente ad andare a vedere le carte e a confrontarci”. “Io non faccio una nuova legge, non decido io, è una scelta del Parlamento. Ma la legge elettorale è meno importante della riforma e se serve cambiarla si cambia”. Quando venne approvato l’Italicum però, il governo pose la fiducia imponendo al Parlamento quella scelta. Prima del referendum è comunque improbabile che dal premier arrivino indicazioni o iniziative su come cambiare la legge elettorale.

Di certo il premier, accanto alla mossa parlamentare sulla legge elettorale, sta mettendo a punto una strategia mediatica a tutto campo. E per ricompattare il partito dopo le “liti” referendarie, il primo ministro ha deciso di chiamare a raccolta tutto il partito in una manifestazione nazionale a fine mese. Soprattutto dopo i sondaggi pubblicati oggi dal Corriere della Sera, che danno il No, anche se di poco, in vantaggio. Sondaggi che però non preoccupano il premier: “I sondaggi sono tutti simili: il 50 per cento ha deciso, il 50 no. E’ tutto aperto”.

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