giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La ‘Campagna di Russia’. 140 militari con la Nato
Pubblicato il 14-10-2016


roberta_pinotti_gettyRoma si schiera. Un contingente di militari italiani sarà schierato a partire dal 2018 in Lettonia a difesa della frontiera esterna della Nato con la Russia, a ricordare all’Italia da quale parte pendere è ancora una volta l’Alleanza Atlantica. “Sarete parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici”, annuncia Jens Stoltenberg, da due anni segretario della Nato. Pochi uomini, presenza “simbolica” (140 militari) in una forza “simbolica” da quattromila unità. Per dimostrare che “ci siamo e siamo uniti”. “Sempre nel 2018 – aggiunge il segretario norvegese Nato – l’Italia sarà nazione guida nel Vjtf”, la Task Force di azione ultrarapida, la ‘punta di lancia’ in grado di intervenire in cinque giorni in caso di emergenza. Schierata, e non è un caso, sulla frontiera Est. Davanti a Putin che, dichiara l’ex premier di Oslo, “ha dimostrato la volontà di usare la forza militare contro i vicini”.
La conferma delle dichiarazioni di Stoltenberg arrivano dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti che precisa che i soldati andranno in Lettonia “come deciso nel vertice di Varsavia”. Il vertice aveva deciso di formare un contingente Nato nell’ambito del progetto di rafforzamento delle frontiere orientali del patto atlantico.
Mentre il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg tiene a puntualizzare:
“La misura – spiega il ministro degli Esteri italiano – non fa parte di una politica di aggressione alla Russia, quanto invece di una politica di rassicurazione e di difesa dei nostri confini come Alleanza Atlantica. Questo passo non influisce minimamente con la linea di dialogo che l’Italia ha con Mosca, dialogo che abbiamo sempre condiviso con la Nato e che è andato avanti anche dopo il vertice di Varsavia della scorsa estate in cui queste decisioni, inclusa quella per il comando italiano nel 2018 alla forza di reazione ultrarapida della Nato, sono state prese. L’Italia ha sempre dato il suo contributo a impostazioni per un rafforzamento dei nostri assetti difensivi nel nordest”.
Immediata la reazione di Mosca che avverte uno ‘strappo’ nei rapporti con l’Italia. Quando alla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, è stato chiesto se un eventuale dispiegamento di forze italiane vicino ai confini con la Russia potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni tra Mosca e Roma, la portavoce del ministero degli Esteri russo ha replicato: “Sia Roma a rispondere a Stoltenberg”. “La politica della Nato è distruttiva”. Così Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, commenta il proposito dell’Alleanza atlantica di inviare, nel 2018, un contingente di soldati italiani al confine europeo con la Russia. “La Nato – ha detto la portavoce – è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato”.
In effetti Stoltenberg, dopo essersi allineato a Gentiloni e Pinotti sulla linea del dialogo (“Continueremo a perseguire politiche di difesa e dialogo politico. Dobbiamo evitare azioni e calcoli errati che possono far sfuggire di mano la situazione”), rileva per contro come la Russia sia “sempre più assertiva e imprevedibile e ha schierato sistemi missilistici vicino ai Paesi alleati, parte di uno schema di attività militare su larga scala. Gli alleati sono profondamente preoccupati da questo comportamento”. Tuttavia proprio la decisione di schierare i soldati ai confini russi rischia di essere vista come una ‘provocazione’ da parte del Cremlino e di avere un ‘effetto domino’ nei già travagliati rapporti tra Russia e Usa nello scacchiere internazionale.
Da Mosca hanno già fatto sapere che i russi potrebbero vendere un sistema missilistico antiaereo alla Turchia, membro Nato che il fallito golpe di luglio ha allontanato dagli Usa e riavvicinato a Mosca.
Ma la decisione ha portato anche alla reazione immediata delle opposizioni al governo Renzi, con Beppe Grillo e Forza Italia sullo stesso fronte contrario: “Apprendere dove saranno impiegati i nostri soldati da una conferenza stampa del segretario generale della Nato, è indice del crollo di qualsiasi dignità internazionale e nazionale del nostro Governo. Ed è molto significativo che l’annuncio di Stoltenberg sia arrivato dopo una giornata di incontri ufficiali con i ministri interessati e con il presidente della Repubblica. Senza aver né informato né consultato il Parlamento, evidentemente il Governo ha dato il via libera a un atto cui solo annuncio dà una svolta, quanto meno assai discutibile, alla politica estera italiana”, ha scritto in una nota Lucio Malan, senatore di Forza Italia
Mentre le reazioni dei Cinquestelle sono già su Twitter:

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