sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Regno Unito e la visione ottocentesca dell’immigrato
Pubblicato il 12-10-2016


epa01882194 Judges share a joke outside Westminster Abbey prior to a swearing in ceremony in London, Britain, 01 October 2009. The country's new Supreme Court Judges were sworn in at a ceremony in Westminster Abbey 01 October with hundreds of judges in attendance. EPA/ANDY RAIN

EPA/ANDY RAIN

Il Governo Inglese sta attraversando una stagione delicata, alle prese con la prospettiva della Brexit, il divorzio dall’Ue, in un clima nel quale su temi come il flusso dei migranti o l’apertura agli stranieri non sono mancate fibrillazioni ne eccessi: nella società come nella politica. L’ultima gaffe è quella una visione tardo ottocentesca della nostra immigrazione. Sei italiano, italiano-siciliano o italiano napoletano? La domanda a dir poco surreale, è stata posta ad alcuni genitori che volevano iscrivere i propri figli nelle scuole di Inghilterra e Galles.questionario_gran_bretagna-pontilenews

Nei moduli d’iscrizione di alcune circoscrizioni scolastiche è infatti spuntata questa inopinata distinzione etnico-linguistica riservata ai bimbi della Penisola. Un’etichetta che ha suscitato immediatamente lo sdegno nelle famiglie e che ha innescato una pungente nota di protesta verbale dell’ambasciata d’Italia nel Regno Unito: “Siamo uniti dal 1861”, ha sottolineato piccato l’ambasciatore Pasquale Terracciano, lasciando trasparire un’evidente punta di sarcasmo dietro il rispetto delle forme codificate della diplomazia. Il Foreign Office britannico, immediatamente si scusa con l’Italia per il questionario nelle scuole in cui si chiede ai connazionali se siano italiani, napoletani o siciliani. Il ministero degli Esteri ha preannunciato una risposta alla nota verbale di protesta dell’ambasciata italiana a Londra, «deplorando l’accaduto» ed assicurando «un intervento perché vengano subito rimosse queste categorizzazioni non giustificate e non giustificabili». Il Foreign Office ha tra l’altro fatto sapere che «verificherà per quale motivo, in pochi e isolati distretti scolastici, siano state introdotte queste categorizzazioni, che peraltro non avevano alcuna volontà discriminatoria, ma semplicemente miravano all’accertamento di qualche ulteriore difficoltà linguistica per i bambini da inserire nel sistema scolastico inglese e gallese».

L’ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Terracciano, è «soddisfatto» per le scuse del Foreign Office per il questionario diffuso in alcune scuole inglesi e gallesi in cui si chiedeva ai nostri connazionali se fossero siciliani o napoletani. «Sono soddisfatto – dice all’Adnkronos l’ambasciatore, che aveva mandato al ministero degli Esteri britannico una nota verbale di protesta, chiedendo la rimozione immediata delle categorizzazioni regionali – perché si evita così il montare di una polemica su quello che è stato un errore dovuto a ignoranza e superficialità da parte di qualche isolato distretto scolastico più che a una reale volontà discriminatoria. È importante evitare l’insorgere di equivoci nella fase delicata del post-Brexit».

Brancaccio Francesco

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