sabato, 21 gennaio 2017
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Opinioni e commenti
 

La “grande rivelazione”, la verità su Cefalonia, l’impero crollato e il “patto” su Mussolini in Abruzzo
Pubblicato il 04-10-2016


Questa è la settimana della “grande” rivelazione : quella della identità  della scrittrice Elena Ferrante,di cui si parla ormai da molto  (forse troppo ) tempo . Sarebbe –almeno secondo le ricerche di un quotidiano economico- Anita Raja ,una professionista di traduzioni dal tedesco,ma che in passato ha avuto un rapporto di lavoro con quella strana casa editrice diretta dall’eclettico Sandro Ferri ,sempre alla ricerca di scoop. E’ certo però che i romanzi della Ferrante hanno risolto molti problemi economici della e/o che in passato  sembra non navigasse  in  buone acque. In ogni caso,la scoperta è dovuta più a visura catastali che a ricerche approfondite sul piano letterario. Sono molto discutibili questo tipo di indagini (in barba ad ogni legge sulla privacy) ma alla fine le analisi  catastali (due appartamenti di prestigio e una tenuta in Toscana acquistati in poco tempo dalla Raja,insieme al marito Domenico Starnone) hanno portato al risultato che ha fatto cadere il velo dell’identità mascherata. Ed è giusto che sia così  perché un autore o autrice deve  essere valutato per la qualità della sua opera e non certo per il mistero mediatico che l’editore ha saputo abilmente  orchestrare.

Passiamo adesso a un’altra Elena ,ma molto visibile,da sempre : Elena Aga Rossi (“Cefalonia. La resistenza ,l’ eccidio, il mito” il Mulino edizioni) . L’autrice è una storica molto apprezzata,in Italia e all’estero. Dopo una letteratura,anche romanzata, e qualche film ,finalmente la verità sulla  tragedia della Divisione “Acqui”,decimata dai tedeschi a Cefalonia e a Corfù nei  giorni successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943. Da oltre 70 anni questo massacro di italiani  è stato letto in modo controverso,da alcuni storici e giornalisti . Alcuni l’hanno giudicata come il primo episodio dell’antifascismo italiano e della lotta di liberazione ; altri sono inseriti con argomenti e testimonianze  diverse che hanno messo in dubbio questa interpretazione . Quello che ora emerge dalle ricerche di una storica rigorosa è che le interferenze dei comandi ,le assenze di direttive da Roma e gli interessi personali ( la forte pressione per tornare a casa) hanno messo in ombra spesso ogni ideale antifascista. Le testimonianze sono talmente confuse che non danno comunque una risposta univoca,anche per il ricorso a nuove fonti che hanno messo in luce “una memoria divisa” .Elena Aga Rossi ha ricostruito giorno per giorno questa  tragedia,con testimonianze di militari,italiani e tedeschi. Un lavoro che sicuramente ci avvicina alla verità.

Occupiamoci di un’altra guerra col libro di Nicola Labanca  (docente di storia contemporanea all’Università di Siena) : “La guerra d’Etiopia (1935-1941”,edizioni il Mulino.

Gli italiani ricordano poco la guerra d’Etiopia .Iniziò il 3 ottobre 1935 ma di fatto si concluse con la seconda guerra mondiale perchè le operazioni militari non ebbero mai termine. Il regime fascista le chiamò interventi di “pacificazione”, ma costarono migliaia di vite umane a entrambe le parti. Nel ‘36 le truppe italiane entrarono ad Addis Abeba e Mussolini proclamò la costituzione dell’Impero. Ma ben presto il Corno d’Africa divenne uno dei teatri roventi della seconda guerra mondiale che si concluse nel 1941,con la sanguinosa sconfitta dell’esercito italiano . Su questa guerra si è stesa per decenni una coltre di silenzio anche perché le sconfitte i militari – e i loro sostenitori – non le ricordano facilmente. Il merito dello storico Labanca è soprattutto quello di aver fatto piena luce su una tragedia che appartiene alla nostra storia,anche se le responsabilità sono state del regime fascista.

Un  saggio di uno storico italiano,Vincenzo Di Michele,ci riporta a un capitolo della storia del fascismo: quello della liberazione di Benito Mussolini da Campo Imperatore,in Abruzzo,subito dopo l’armistizio dell’8 settembre ( “L’ultimo  segreto di Mussolini.Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tesdeschi” ,edizioni Il Cerchio ). L’autore,che ha avuto modo di parlare con testimoni e  consultare documenti inediti ,ha documentato nel suo libro l’esistenza  di accordi tra il governo Badoglio e i tedeschi per la consegna –mascherata da incursione tedesca – di Mussolini ai nazisti. Non a caso non ci fu alcuna resistenza da parte dei soldati italiani che sorvegliavano il Duce .Persino dei pastorelli riuscirono facilmente ad appropriarsi degli alianti tedeschi guidati da quel falso eroe del capitano Otto Skorzeny . Di Michele ha riscritto una pagina di storia ,con prove concrete,che hanno forse indispettito tanti storici accademici che hanno sempre sostenuto tesi completamente diverse.

Aldo Forbice

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