giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’addio di Equitalia e la rottamazione delle cartelle
Pubblicato il 24-10-2016


EquitaliaIl nuovo ente sostituirà Equitalia dal 1° luglio 2017. Nel testo, che ora viene inviato al Parlamento, sono escluse dalla “rottamazione” le cartelle delle multe. Si riaprono i termini fino al 31 luglio 2017, con la possibilità di integrare l’istanza e presentare i documenti fino al 30 settembre 2017. All’operazione, si precisa, non potranno partecipare i contribuenti che hanno già presentato un’istanza in precedenza. Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016. La trasmissione dell’Iva diventa trimestrale. E scoppia il caso dei dipendenti: tutti riassorbiti ma serve un esame. I sindacati: “Pronti allo sciopero”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il 22 ottobre 2016 il decreto, che oggi dovrebbe arrivare in Parlamento. Il premier Matteo Renzi si dichiara “fiero e orgoglioso che questo decreto sia stato firmato”. Renzi precisa che nel decreto fiscale non c’è “condono ma si dice che non si pagano gli interessi che sono stati aumentati talvolta al doppio o al triplo in modo scandaloso”.

Tutte le società di Equitalia saranno sciolte dal primo luglio 2017. Al suo posto sarà istituito un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Presidente del nuovo Ente sarà il direttore dell’ Agenzia delle Entrate.

Lo statuto della nuova Agenzia che sostituirà Equitalia “è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia”, e , “disciplina le funzioni e le competenze degli organi e indica le entrate dell’ente”. Il decreto, di fatto, anticipa alcune norme della riforma Madia che danno più poteri alla presidenza del Consiglio sulle Agenzie fiscali.

“A far data dell’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto – si legge nel provvedimento – il personale delle società del gruppo Equitalia, proveniente da altre amministrazioni pubbliche, è ricollocato nella posizione economica e giuridica originariamente posseduta nell’amministrazione pubblica di provenienza la quale, prima di poter effettuare nuove assunzioni, procede al riassorbimento di detto personale, mediante l’utilizzo delle procedure di mobilità di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 165 del 2001 e nel rispetto dei vincoli in materia di finanza pubblica e contenimento delle spese di personale”. In merito al riassorbimento, si recita: “può essere disposto solo nei limiti dei posti vacanti nelle dotazioni organiche dell’amministrazione interessata e nell’ambito delle facoltà assunzionali disponibili. Nel caso di indisponibilità di posti vacati nella dotare organica dell’amministrazione di provenienza, tale personale può essere ricollocato, previa intesa, ad altra pubblica amministrazione con carenze di organico, anche in deroga alle vigenti disposizioni in materia di mobilità e, comunque, nell’ambito delle facoltà assunzionali delle amministrazioni interessate”.

Per i sindacati la “verifica delle competenze” viene definita “una norma inaccettabile”. “Ci batteremo contro la selezione, faremo uno sciopero unitario – dice Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil – il governo non aveva bisogno di chiudere Equitalia per fare una sanatoria, ma dal momento che ha deciso di farlo non può anche per la prima volta nella storia della Repubblica imporre un procedimento di questo tipo, che lascia spazi a interventi unilaterali e discriminatori. I lavoratori e le lavoratrici vanno confermati e basta, senza alcun criterio selettivo perché è la loro storia professionale a parlare a loro sostegno”. “La norma è stata inserita all’ultimo momento, ieri pomeriggio – dice Alessandro Delfino, First Cisl – Dal testo si deduce che quelli che non passano le selezioni diventeranno i primi dipendenti trasferimento” è trasferito alla nuova Agenzia “previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze, in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità pubblici ad essere licenziati. E’ allucinante. Inoltre il testo non chiarisce che tipo di rapporto di lavoro ci sarà tra i dipendenti e la nuova agenzia: saranno dipendenti pubblici o privati?”.

Le multe sono escluse dalla rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale. Nel testo del provvedimento su “Disposizioni urgenti in materia fiscale per il finanziamento di esigenze indifferibili”. Tra i carichi esclusi dall’operazione figurano anche “le sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada”. Le cartelle con le multe possono usufruire delle agevolazioni ma, essendo loro stesse delle sanzioni amministrative, la ‘rottamazione’ si applica ‘limitatamente agli interessi’, comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti dalla legge di depenalizzazione del 1981.

Per le novità introdotte dal decreto fiscale, in particolare con la rottamazione delle cartelle Equitalia, il Governo prevede per il 2017 un gettito erariale di 2 miliardi di euro. La definizione agevolata, con il pagamento della quota capitale e l’esclusione di sanzioni e interessi di mora, congiuntamente all’effetto degli interventi di potenziamento della riscossione, nel triennio 2017-2019, dovrebbe garantire entrate per un totale di 3,7 miliardi.

Il decreto prevede fino al 31 luglio 2017 (con possibilità di integrare l’istanza e presentare i documenti fino al 30 settembre) la riapertura dei termini per la “dichiarazione volontaria”. Si precisa però che alla nuova operazione non potranno partecipare i contribuenti che hanno già presentato istanza precedentemente. Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016. Il testo definitivo del decreto non contiene dunque più l’aliquota forfait al 35%, che aveva provocato dure polemiche nei giorni precedenti: al suo posto le normali aliquote progressive sui redditi.

Dal 2017 la trasmissione dei dati Iva diventa trimestrale. Nella relazione tecnica al dl, per questa novità si legge: “comporterà un incremento di gettito dovuto sia al maggior stimolo alla compliance, tramite l’attività dissuasiva posta in essere dall’Agenzia delle Entrate, sia un incremento dovuto all’accelerazione delle somme riscosse tramite i controlli automatizzati”.
Tra le altre novità del provvedimento, le risorse destinate all’attivazione, la locazione e la gestione dei centri di accoglienza per stranieri irregolari sono incrementate di 600 milioni per ill 2016. Inoltre, quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono i richiedenti asilo è autorizzata la spesa di 100 milioni per il 2016 e l’istituzione di uno specifico fondo. Un decreto del ministero dell’Interno definirà le modalità di riparto delle risorse per un massimo di 500 euro a richiedente.

Il decreto prevede anche il potenziamento del tax credit per il cinema e l’audiovisivo: per l’anno 2016 l’importo di 140 milioni è incrementato di 30 milioni.

Dunque, il nuovo Ente per la riscossione dei tributi sembra che dovrà gestire anche qualche capitolo del Bilancio dello Stato. Se l’Agenzia Riscossione sarà più efficiente ed efficace di Equitalia nella lotta all’evasione fiscale e contributiva potrebbe essere una valido strumento per rappresentare una scelta politica importante. Successivamente, con l’emanazione dello statuto dell’Ente che dovrebbe avvenire entro il 1° luglio 2017, si potrà avere un quadro più completo. Sappiamo che l’evasione fiscale e contributiva, per la sua entità macroscopica (circa 108 miliardi nel 2016), è la causa principale dei problemi cronici che da molti anni affliggono l’Italia.

Salvatore Rondello

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