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Opinioni e commenti
 

L’Allieva. La sfida di chi si mette in gioco e lotta per affermarsi
Pubblicato il 07-10-2016


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Alessandra Mastronardi

Una sfida lanciata ai propri limiti. E’ proprio quello che tutti credono non riuscirà mai a fare e diventare; la strada che intravede per sé è quella di un futuro da medico legale, sebbene la gente pensi sia negata persino per la medicina. Mentre cerca una prospettiva e una certezza per il domani, si mette in gioco e lotta per affermarsi. Questa è Alice Allevi, interpretata da Alessandra Mastronardi, la protagonista della nuova fiction “L’allieva”, per la regia di Luca Ribuoli. Nel cast anche Lino Guanciale e Martina Stella. Per una fiction che studia e diventa allieva, citando il titolo, di se stessa. In un connubio di generi che ne creano uno inedito. Almeno tanto quanto il personaggio del dott. Claudio Conforti (alias Lino Guanciale) e della sua assistente Ambra Negri della Valle (Martina Stella). Questa serie tv in 12 puntate (di cui la prima è andata in onda martedì 27 settembre scorso) si ispira ai romanzi di Alessia Gazzola, nello specifico ‘L’allieva’ (pubblicato da Longanesi nel 2011), ma li rivisita in maniera originale.

Alice Allevi è una specializzanda al sesto anno di medicina. Soffre di “sindrome dal cuore in sospeso”, anche perché è single “perché crede nel grande amore”. Trasferitasi a Roma per studi, come tutti i giovani della sua età è in piena crisi di identità quasi: a 25 anni, il giorno della sua laurea è “infelice e indecisa”, si sente “una schifezza” perché teme di aver “speso malissimo gli ultimi anni della sua vita”. Il suo desiderio?: “Vorrei un’illuminazione in questa buia e sconfinata incertezza”, in cui è immersa. Con una sorta di patologia maniacale per le scarpe (la sua passione ossessiva), non sa che fare del suo futuro; ma, in questo precariato psico-emotivo, ad aumentare il suo senso di sentirsi inadatta ci si mette pure l’essere un po’ “sfigata” in amore.

Finché nella sua vita non arriva il dott. Conforti, che conosce all’Università, sempre seguito dalla sua fedele assistente Ambra (soprannominata “Miss Istituto” per il forte ascendente che ha su tutti, ma in primis su Conforti stesso). Per lei è una sorta di attrazione fatale, un invaghimento che le sconvolgerà la vita, che ora sente che sta per cambiare per sempre. I due sembrano così diversi, a volte così distanti che non riescono a comunicare e anzi bisticciano frequentemente e facilmente; ma poi, con la stessa semplicità, si ritrovano e si intendono alla perfezione. Il film insiste sui contrasti tra i due e sul loro rapporto un po’ anomalo. Ad Alice interessa solamente “trovare la verità”, mentre lui le vuole insegnare quanto sia importante il distacco di fronte alla morte nella loro professione di medico legale. Non ci si deve mai far coinvolgere emotivamente e personalmente in tali questioni ed è per questo che la maltratta, scoraggiandola a proseguire nel percorso di studi che va in tale direzione. Per lui conta solo “la certezza scientifica” per “fare bene questo mestiere”, poiché: “il medico legale non fa indagini e non gli interessa il motivo per cui una persona è morta o è stata uccisa”, ma solo la causa clinica che ha portato alla sua scomparsa. Mentre, nella mente della giovane rampante (in erba, ma molto coraggiosa, ostinata e determinata, anche un po’ sfrontata), “la medicina legale è l’unica strada possibile per lei, perché non sopporta il dolore e la sofferenza umana e con essa si può rendere giustizia a qualcuno che non c’è più, immaginando come sia avvenuta la sua morte”. Così finisce a fare la detective un po’ alla “Don Matteo”, un po’ come Camilla Baudino (Veronica Pivetti) in “Provaci ancora prof”, per scoprire la verità sui gialli che si nascondono dietro la morte dei cadaveri a cui fanno l’autopsia.

Lo avevamo detto che questa fiction giocava con molti cult di questo genere televisivo sempre più in auge. Da lì viene anche Alessandra Mastronardi, che abbiamo conosciuto grazie a “I Cesaroni”, in cui interpretava Eva. L’attrice ha affermato di auspicare che il suo personaggio di Alice abbia un successo almeno tanto quanto quello di cui veste i panni nella fiction di Canale Cinque. In comune le due figure hanno già una cosa: il nome Alice; in “I Cesaroni” era quello della sorella di Eva (l’Alice interpretata da Micol Olivieri), qui in “L’allieva” è quello della protagonista. Ma anche l’atmosfera che si respira è quella vista in molte altre fiction: quella familiare de “I Cesaroni” appunto o de “Un medico in famiglia”, per rimanere nell’ambito della medicina appunto. Infatti Alice Allevi (cognome da notare che richiama per onomatopea il termine ‘allieva’ del titolo) è molto legata alla nonna e il primo caso su cui indagherà la riguarderà molto da vicino. Una nuova tipologia di dottoressa che ha perso la drammaticità struggente di “CSI” o “E.R.-medici in prima linea”, che deve vedersela con l’aria e l’atteggiamento scanzonati, ma un po’ cinici e spietati seppur bonariamente, di “Non dirlo al mio capo”, che ha visto di recente attore principale Lino Guanciale (insieme a Vanessa Incontrada). Qui lui era un avvocato in carriera, che accoglieva nel suo studio una segretaria aspirante per un praticantato. La situazione è simile. Ne “L’allieva” lui è questo dottore che, seppur allontani da sé e sembri rifiutare e maltrattare spietatamente la Allevi, dopo la salva dal pericolo in cui si era cacciata (come fu nell’altra fiction). Se la venatura romantica non manca al personaggio di Alice, c’è anche in quello del dott. Conforti. Ora c’è da capire da dove derivi il suo essere così contrastato, “ambiguo” e “ambivalente”: severo, austero, rigido, cinico, freddo e distaccato, per poi diventare dolce, apprensivo, premuroso e protettivo, con un sentimentalismo che lo caratterizza assai distante dalla freddezza lineare ed analitica della scientificità che applica sul lavoro in modo esemplare. Sicuramente non è a caso, come fu motivato nell’altra serie tv de “Non dirlo al mio capo”. Avrà, alla stessa maniera, un segreto che riguarda il suo passato e la sua persona, che giustifica tale personalità che pare muoversi ed oscillare sempre su un doppio binario (come accadde nella serie tv che interpretò con Vanessa Incontrada)? Tutto ciò lo rende un personaggio molto interessante e significativo per la fiction “L’allieva”, così come quello di Alice è reso subito simpatico al pubblico dal suo essere così ‘casinista’; sarà, infatti, proprio una battuta di Conforti/Guanciale a richiamare il titolo della fiction: quando lei gli chiede di essere relatore della sua tesi di specializzazione e lui accetta, colpito dalla sua ostinazione (nonostante all’inizio avesse rifiutato caldamente), le dice: “ora sei la mia allieva”, quando dovrà inoltrare ufficialmente la richiesta.

Tra i due nascono un’intesa, un’empatia e una simpatia particolari. Diventerà Alice la nuova Giulietta di questo neo Romeo che è il dott. Conforti? La citazione non è casuale, ma nasce dal fatto che (come tutti ben sapranno) abbiamo visto la Mastronardi recitare in “Romeo&Giulietta” appunto. Tuttavia i colpi di scena minano questo che sembra un finale obbligato e scontato, inevitabile quasi. Infatti, proprio mentre un legame sta per nascere tra i due e giusto quando un rapporto più intimo si sta instaurando tra loro, Alice si innamorerà anche di un amico del fratello Marco. Un triangolo “pericoloso”, che promette di innescare agitazione e tormento, portando molto scompiglio: la vita di Alice è di nuovo sul punto di essere stravolta inesorabilmente.

E, riassumendo, è sempre uno scambio di battute tra i due che descrive e rende bene lo spirito, la filosofia e l’atmosfera della fiction stessa: lui la soprannomina “Sacrofano” perché lei è lì che abita con la nonna. Lei, risentita, gli fa notare che “sì, ma avrebbe anche un nome” e lui aggiunge, un po’ divertito: “ed anche un bel caratterino”. Insomma, la leggerezza non manca in questa fiction che diverte in maniera assolutamente piacevole.

Barbara Conti

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