mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge di bilancio. Serve una svolta consistente
Pubblicato il 14-10-2016


Renzi-Padoan-Cdm-DEF

Nel Governo non manca la fantasia e l’intelligenza nell’elaborazione della manovra economica per il prossimo anno. La parte che riguarda l’industria è ricca di misure destinate a risollevare gli investimenti per il rinnovo degli impianti e l’introduzione delle tecnologie innovative. È stata rifinanziata la Sabatini che agevola l’acquisto di macchinari, impianti, tecnologie delle imprese non solo industriali ma anche agricole e della pesca; viene introdotto un iperammortamento, oltre a quello vigente del 150%, per le innovazioni tecnologiche che viene enfaticamente finalizzato alla quarta rivoluzione industriale. È previsto un Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ,il rinnovo e l’estensione di vari incentivi come gli ecobonus, risorse per il sisma, per le scuole e altre opere pubbliche, etc. Sembrerebbe un’operazione idonea ad imprimere una spinta non trascurabile alla nostra crescita. Ma essa pecca nella quantità di risorse che attiva. Tutto il complesso di misure destinate all’attività produttiva si aggira sui 4 miliardi. Un ammontare analogo è invece destinato alle spese correnti rappresentate da varie misure a favore delle pensioni e delle famiglie, ai rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, ai bonus per i diciottenni, etc.

I vincoli stringenti sul disavanzo concordati con l’Europa non consentono manovre di dimensioni appropriate a fornire impulsi alla crescita più rilevanti salvo compensare i maggiori investimenti con altre entrate o tagli di spese correnti. Sul piano puramente tecnico ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato allo sviluppo attraverso investimenti sia pubblici che privati, tenendo anche conto che coloro che beneficiano per primi della maggiore crescita sono le nuove generazioni alle quali si aprirebbero maggiori opportunità di lavoro. E di questi tempi sono proprio i giovani ad essere meritevoli di maggiore attenzione. Ma il Governo è sottoposto a pressioni di varia natura ed è costretto a spegnere tensioni peraltro alimentate dalle imminenti consultazioni. Anche da parte sindacale provengono richieste che pur hanno qualche fondamento, dopo il lungo digiuno cui sono stati sottoposti i dipendenti pubblici. Non poteva mancare l’attenzione per i pensionati e le famiglie. Di questi tempi meglio essere più buoni. Ma se questi sono i limiti nei quali il Governo è costretto ad operare perché non pensare ad una riduzione degli sconti IVA concessi a moltissimi prodotti e servizi e dirottare il maggior gettito cosi ottenuto sugli investimenti? Il piano per l’industria 4.0 ha una dotazione per il prossimo anno di appena 350 milioni, anche se crescerà molto negli anni successivi. Abbiamo un margine immenso da recuperare nel settore investimenti. Insomma non basta l’intelligenza e la fantasia, ma serve anche coraggio e determinazione per una svolta consistente.

Nicola Scalzini

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