sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La socialdemocrazia
e l’avanzata del populismo
Pubblicato il 03-10-2016


In Spagna il PSOE affronta la propria lacerante divisione, il Segretario Sanchez dopo la sconfitta nei paesi baschi deve incassare la sfiducia del Comitato Federale alla sua proposta di tenere un Congresso Straordinario del Partito che sancisse la legittimità della sua leadership e desse forza alla sua linea del rifiuto di concedere al popolare Rajoy l’astensione decisiva per il varo al suo Governo minoritario l’unico possibile dopo due voti generali che hanno realizzato questa situazione di stallo.
Nel Partito la linea della “responsabilità nazionale” ovvero quella che vorrebbe impedire alla Spagna un terzo voto politico in un anno è sposata innanzitutto dalla cosiddetta vecchia guardia dei baroni delle regioni roccaforte del PSOE nonché dagli ex premier Gonzales e Zapatero, Sanchez dal canto suo dimettendosi dopo un voto negativo si è difeso dicendo che ha imparato dalla propria famiglia che é sempre necessario “mantenere la parola” ed il suo patto con gli elettori non prevedeva un sostegno ad un Governo col PP ovvero un’accordo delle larghe intese in salsa spagnola.

Felipe Gonzales fu d’altronde profetico quando commentando la situazione disse chiaramente che una vittoria della sinistra con Podemos decisiva avrebbe diviso la Spagna (infatti i populisti di Iglesias sono favorevoli al Referendum per l’indipendenza Catalana) e la vittoria della destra avrebbe sfasciato il PSOE, e così sta avvenendo.
Tuttavia la crisi del Partito Socialista Operaio Spagnolo non è soltanto l’atto finale della paralisi politica che sta vivendo la politica iberica che non riesce a trovare una maggioranza parlamentare sufficiente per governare, ma è l’ennesima conferma della drammatica condizioni in cui versano le socialdemocrazie europee, dove ancora resistono, dinnanzi all’impetuosa avanzata di populismo di sinistra e di destra e dell’affermazione del neo liberismo.

Aver accettato o subito i precetti dogmatici del liberismo: la deregolamentazione, la privatizzazione selvaggia dei servizi pubblici, la riduzione delle tasse, la riduzione dei diritti sociali ha finito per disintegrare la ragione politica delle socialdemocrazie che ha progressivamente perduto la propria base elettorale.
La globalizzazione ha dimostrato di favorire delle èlite finanziarie, banche, grandi gruppi economici mentre si allarga la forbice delle diseguaglianze.
Nella UE le imposizioni delle politiche conservatrici berlinesi hanno aggravato le crisi e gettato nel discredito le socialdemocrazie che non vi si oppongono e chi lo ha fatto, penso a George Papandreou, ne ha pagato le conseguenze salvo poi ritrovarsi dalla parte della ragione quando senza vergogna l’FMI dichiara che le misure draconiane imposte alla Grecia furono “eccessive”

I neo liberisti, anche di casa nostra, predicano che la sicurezza sociale é improduttiva e deve essere ridotta, che è necessario fare riforme che chiamano “strutturali” e quella della democrazia e del suo funzionamento é una di queste.
I leader socialdemocratici “classici” che cercano di recuperare la propria tradizione difendendo la Giustizia Sociale come Corbyn vengono guardati con una certa diffidenza e disprezzo.
Sta di fatto che dopo il PSI, il PASOK, ora è arrivato il turno del PSOE, mi auguro sia ancora possibile invertire questa tendenza rilanciando parole d’ordine efficaci e messe in campo politiche in grado di deviare il corso delle cose.

Bobo Craxi

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