domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’offerta di Renzi
Pubblicato il 11-10-2016


Renzi ha proposto una commissione per cambiare l’Italicum. C’è un proverbio che dice: “Se Dio non avesse voluto creare il mondo avrebbe dato l’incarico a una commissione”. Renzi però ha precisato d’essere disponibile a rivedere l’Italicum sia sul premio di lista, sia sulle preferenze, sia sul ballottaggio. E’ la prima volta che il segretario-presidente si dice disposto a queste tre modifiche, anche a quella del ballottaggio. Finora il ballottaggio era tabù e la sera delle elezioni attraverso questo magico strumento, che per l’elezione del parlamento non esiste in nessuna legge elettorale del mondo, era un imperatovo riuscire a individuare il vincitore.

Sarà che qualcuno gli avrà fatto capire che col ballottaggio i Cinque stelle partono favoriti, sarà che alla minoranza interna Renzi vuol concedere davvero qualcosa, sarà che il ballottaggio col premio di maggioranza è obiettivamente la sostanza che forma quel combinato disposto di cui si parla, ma la proposta di Renzi è certo nuova e interessante. La minoranza del Pd non ci crede. Vede in questa proposta, sulla quale esprime un distaccato interesse, solo un malcelato tentativo di rinviare a dopo il referendum quel che si potrebbe e dovrebbe fare prima. Ma se la commissione elaborasse una sua proposta di legge da condividere e correggere cogli altri partiti di maggioranza, il gioco sarebbe fatto anche a seguito di una probabile indisponibilità dei partiti d’opposizione. Altrimenti, come giustamente suggerisce Nencini, siano gli alleati di governo a preparare una proposta da sottoporre al Pd. E il tragitto mi pare anche più semplice.

Resta il fatto che l’operazione è complicata non perché gli altri partiti di maggioranza la complicherebbero, in fondo questi ultimi sono uniti su due correzioni, il premio alla coalizione e l’eliminazione del ballottaggio, ma perché ancora una volta dentro il Pd si agitano troppe proposte, dal Bersanellum, al modello greco, al Provincellum e al cerchio magico dei sostenitori dell’Italicum così com’è. Basterebbe che un accordo fosse individuato prima del referendum e che fosse poi reso pubblico. E il 4 dicembre si potrebbe sottrarre l’argomento più significativo e convincente ai fautori del no. Ma le cose semplici in politica diventano quasi sempre un po’ troppo difficili.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore concordo con le motivazioni che Lei indica le nuove proposte di Renzi sulla legge elettorale ma, sono convinto che sta facendo un ultimo tentativo per convincere la minoranza interna del suo partito a cambiare idea. Non ha nessuna intenzione di cambiare nulla. Io credo che cambierà qualcosa solo se al referendum vince il NO. Se avesse voluto infatti cambiare veramente qualcosa avrebbe assunto personalmente l’iniziativa di presentare una proposta in tal senso considerato che tutti gli alleati di governo gli stanno chiedendo ciò. Quindi i Socialisti credo, dovremmo votare tutti NO.

  2. A mio parere Renzi continua a fare il “furbetto”: si nomina una commissione per ritardare ogni decisione o per non fare nulla. Mi sembra pertanto che sia valida la proposta del segretario Nencini e dobbiamo essere proprio noi socialisti a insistere sulla necessità di modificare la legge elettorale.

  3. Io credo, direttore, che Renzi non ha nessuna intenzione di cambiare nulla. Se lo avesse voluto, essendo i partiti alleati tutti d’accordo a farlo da sempre, avrebbe dovuto presentare una proposta sia come segretario del PD che come governo, Invece di dire che la posizione dei piccoli partiti alleati sulla legge elettorale era strumentale. Quindi, senza entrare ancora una volta nel merito della riforma costituzionale ( che non condivido) sostengo che ai Socialisti non resta che votare NO al referendum, solo così, forse, Renzi apporterà quelle modifiche che sta proponendo adesso. per le tante motivazione che Lei direttore ha elencato nel suo scritto.

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