mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Manovra, comincia l’avventura europea
Pubblicato il 18-10-2016


commissione-europeaÈ arrivato a Bruxelles il documento programmatico di bilancio per il prossimo triennio. Nel documento, il Draft Budgetary Plan, pubblicato sul sito della commissione Ue, si conferma la stima di una crescita dell’1% nel 2017 e la scelta di alzare il deficit fino al 2,3% rispetto al 2% indicato nella nota di aggiornamento del Def. Il deficit 2,3% nel 2017 viene raggiunto  con misure che “valgono lo 0,7% del pil complessivamente realizzati  con tagli della spesa e un miglioramento della tax compliance, che non sono aumenti delle tasse che anzi “diminuiscono”. Così il governo nel piano programmatico di bilancio inviato a Bruxelles.

Il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan ha detto di aspettarsi “che si applichino le regole. Con il commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici il rapporto – ha riferito Padoan – è “molto intenso: come al solito sarà molto franco e molto severo ma mi aspetto che si applichino le regole, alcune delle quali sono molto astruse”. “L’Europa – ha fatto notare Padoan – vive su un rapporto di fiducia: Come in passato si prenderà atto che le cose cambiano. L’Europa è in un mondo piu’ complicato. Ci sono milioni di migranti che vogliono venire in Europa passando per l’Italia. L’Italia fa un grande sforzo per salvare vite umane, accogliere e gestire un enorme flusso di persone”. “Tutto questo impegno andrebbe svolto dall’intera Europa ma – ha osservato Padoan – molti Paesi si rifiutano di farlo e l’Italia invece se ne fa carico. “Ci sono molti Paesi che non rispettano patti in temi diversi dalla disciplina fiscale e i parametri, ma i patti valgono su tutti i temi, non solo per il deficit”.

Alle accuse di avere dato alla manovra un’impronta elettorale ha detto che la manovra “non è uno spot elettorale. E’  qualcosa che fa bene alla crescita del Paese e fa bene al welfare  generalizzato degli italiani”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo chiesto il permesso al Parlamento di passare dal 2% al 2,3% – ha ricordato il Ministro – proprio in virtù delle spese eccezionali che sono quelle del terremoto e dei migranti, una grande emergenza di cui l’Italia si fa carico per se stessa e per tutta l’Europa”.

“Con l’Italia – ha detto Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, in merito alla manovra varata dal governo Renzi – avremo un dialogo esigente”. “Eravamo partiti da 1,8%”, ricorda Moscovici in merito al rapporto deficit/pil, e lo paragona al 2,3% inserito nella legge di bilancio. “Ho detto subito che non era la cifra che avevo in mente. Ne prendo atto e mi preparo alla discussione con Roma – ha spiegato il commissario europeo. Sono circa 10 miliardi di euro. E faccio notare che Roma ha già goduto l’anno scorso di una flessibilità pari a 19 miliardi”.

“Non siamo la Commissione delle punizioni e delle sanzioni – ha detto ancora Moscovici -. Da quando sono alla Commissione abbiamo preso alcune decisioni border line che non rimpiango affatto. Ma non abbiamo mai valicato la linea rossa”. Renzi l’ha superata? “Dovrete aspettare per saperlo”, ha risposto il commissario europeo.

Redazione Avanti!

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