sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

MANOVRA BUONISTA
Pubblicato il 13-10-2016


Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (s) e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa dopo il CdM che ha approvato il Def, Roma, 8 Aprile 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Prosegue l’iter della legge di bilancio. Il Parlamento ha autorizzato il deficit fino al 2.4% in un passaggio parlamentare che rappresenta l’ultimo atto preliminare. L’approvazione da parte del Governo è prevista per sabato e lunedì sarà inviato a Bruxelles il documento programmatico. Secondo le stime del governo le misure previste porteranno la crescita al tanto agognato 1%. Restano però aperte le discussioni sul modo in cui arrivare all’obiettivo finale. Il punto è ancora una volta quello sollevato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha fatto sapere di giudicare irraggiungibile una crescita dell’1% senza sfondare il 2% indicato dal Governo nel rapporto deficit/Pil. A oggi, la principale misura messa in programma è la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva, azione per la quale sono stati stanziati 15.1 miliardi di euro e che dovrebbe determinare un aumento del Pil di 0.28 punti percentuali. Segue il piano Industria 4.0 per rilanciare la competitività delle imprese – 300 milioni di euro e uno scostamento del Pil tendenziale dello 0.15%. Nel complesso sono previste misure per 24.4 miliardi di euro, che dovrebbero generare un aumento del Pil dello 0.71%.

Sullo sfondo l’ipotesi di un taglio alla sanità. Un miliardo di euro in ballo, quello del Fondo sanitario nazionale, che per il prossimo anno doveva avere una dotazione di 113 miliardi, due in più rispetto agli attuali 111, e che invece è destinato a scendere a 112. Un taglio che sarà al centro di un faccia a faccia tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la titolare del ministero della Salute, Beatrice Lorenzin.

Sulla manovra interviene anche l’ex segretario del Pd Bersani riferendosi all’ipotesi dell’inserimento in manovra di misure per fare emergere il nero: “Vedo – ha detto – che i giornali cominciano a dare conto di una singolare teoria che sta circolando in vari ambienti. Dopo aver alzato drasticamente il limite al contante, adesso dovremmo farlo emergere dal nero con una specie di amnistia a pagamento, con qualche vantaggio per il bilancio dello stato. Tutto questo, naturalmente, al fine di incentivare la moneta elettronica. Voglio credere che una simile idea sia stata messa in giro artatamente da Fabrizio Corona che, nel caso, potrebbe candidarsi a sottosegretario”.


 

La Manovra un po’ buonista

di Nicola Scalzini

Nel Governo non manca la fantasia e l’intelligenza nell’elaborazione della manovra economica per il prossimo anno. La parte che riguarda l’industria è ricca di misure destinate a risollevare gli investimenti per il rinnovo degli impianti e l’introduzione delle tecnologie innovative. È stata rifinanziata la Sabatini che agevola l’acquisto di macchinari, impianti, tecnologie delle imprese non solo industriali ma anche agricole e della pesca; viene introdotto un iperammortamento, oltre a quello vigente del 150%, per le innovazioni tecnologiche che viene enfaticamente finalizzato alla quarta rivoluzione industriale. È previsto un Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ,il rinnovo e l’estensione di vari incentivi come gli ecobonus, risorse per il sisma, per le scuole e altre opere pubbliche, etc. Sembrerebbe un’operazione idonea ad imprimere una spinta non trascurabile alla nostra crescita. Ma essa pecca nella quantità di risorse che attiva. Tutto il complesso di misure destinate all’attività produttiva si aggira sui 4 miliardi. Un ammontare analogo è invece destinato alle spese correnti rappresentate da varie misure a favore delle pensioni e delle famiglie, ai rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, ai bonus per i diciottenni, etc.

I vincoli stringenti sul disavanzo concordati con l’Europa non consentono manovre di dimensioni appropriate a fornire impulsi alla crescita più rilevanti salvo compensare i maggiori investimenti con altre entrate o tagli di spese correnti. Sul piano puramente tecnico ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato allo sviluppo attraverso investimenti sia pubblici che privati, tenendo anche conto che coloro che beneficiano per primi della maggiore crescita sono le nuove generazioni alle quali si aprirebbero maggiori opportunità di lavoro. E di questi tempi sono proprio i giovani ad essere meritevoli di maggiore attenzione. Ma il Governo è sottoposto a pressioni di varia natura ed è costretto a spegnere tensioni peraltro alimentate dalle imminenti consultazioni. Anche da parte sindacale provengono richieste che pur hanno qualche fondamento, dopo il lungo digiuno cui sono stati sottoposti i dipendenti pubblici. Non poteva mancare l’attenzione per i pensionati e le famiglie. Di questi tempi meglio essere più buoni. Ma se questi sono i limiti nei quali il Governo è costretto ad operare perché non pensare ad una riduzione degli sconti IVA concessi a moltissimi prodotti e servizi e dirottare il maggior gettito cosi ottenuto sugli investimenti? Il piano per l’industria 4.0 ha una dotazione per il prossimo anno di appena 350 milioni, anche se crescerà molto negli anni successivi. Abbiamo un margine immenso da recuperare nel settore investimenti. Insomma non basta l’intelligenza e la fantasia, ma serve anche coraggio e determinazione per una svolta consistente.

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