sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Movimenti. Il Consolato Grillo-Casaleggio Jr
Pubblicato il 05-10-2016


grillo_casaleggioContatti, telefonate, incontri, comizi, vertici riservati e adesso assemblee con i parlamentari del M5S. Quello che era atteso da alcuni mesi alla fine è arrivato. Beppe Grillo una volta edificava e amministrava i successi pentastellati con Gianroberto Casaleggio, adesso tesse le medesime iniziative con il figlio Davide. Il fondatore del M5S, assieme a Davide Casaleggio, ha incontrato a porte chiuse a Roma prima i senatori e poi i deputati cinquestelle. Grillo ha detto poche parole, ma significative, ai giornalisti sul senso delle riunioni con i parlamentari: «Io e Davide siamo sullo stesso piano». Ha precisato: «Verrò spesso a Roma, come faceva» Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del M5S, morto lo scorso aprile.
Assieme al giovane Casaleggio, tra torte, candeline e spumante, ha festeggiato con i deputati il settimo compleanno dei cinquestelle: «Il Movimento compie 7 anni. Era il giorno di San Francesco del 2009 quando insieme a Gianroberto presentammo il programma allo Smeraldo di Milano».
È stata la consacrazione definitiva del consolato Grillo-Casaleggio jr., della doppia leadership nel M5S. Una volta la diarchia era tra il comico genovese e l’imprenditore informatico milanese. Ora Casaleggio junior è subentrato a Casaleggio senior. Davide, imprenditore informatico come il padre, è una persona riservata e, al contrario dell’effervescente Grillo, è di poche parole. A giugno, subito dopo il trionfo del M5S alle elezioni comunali, indicò la bussola che voleva seguire: «Non intendo candidarmi né fare politica in prima persona», ma «intendo occuparmi dello sviluppo delle applicazioni di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle in Rete». È la stessa strada tracciata dal padre per rinnovare e democratizzare la politica italiana: un uso sapiente e ramificato della comunicazione su internet.
La prima consacrazione del consolato Grillo-Casaleggio jr. è avvenuta a fine settembre nella Festa “Italia a 5 Stelle” tenuta a Palermo. Il giovane timoniere della Casaleggio Associati (“Assistiamo i nostri clienti nella definizione della strategia digitale”) ha incitato i cinquestelle a “rimanere compatti” per lavorare “tutti insieme”.
In cima a tutte le preoccupazioni ci sono le spaccature che scuotono i grillini. In tre anni, dopo l’enorme vittoria riscossa nelle elezioni politiche del 2013, sono scoppiati durissimi scontri interni: molti cinquestelle sono stati espulsi o hanno detto addio. Il timore ora è di una frana elettorale per le troppe guerriglie interne. Ad innescare i timori è soprattutto la caotica vicenda di Roma. Virginia Raggi, pur eletta trionfalmente sindaca della capitale con il 67% dei voti, stenta a governare per difficoltà politiche, economiche e giudiziarie. La sua giunta, a quattro mesi dal voto, è semiparalizzata da una raffica di dimissioni causate anche da violenti scontri interni al M5S capitolino.
Di qui i martellanti e ripetuti inviti all’unità lanciati anche da Grillo. Il garante del 5 Stelle ha ammesso “qualche piccolo errore”, ma ha sollecitato i militanti e gli elettori a restare “compatti” per far vincere il “no” al referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale del governo. Ha definitivamente archiviato “il passo di lato” compiuto due anni fa tornando ad esercitare una piena leadership carismatica. A fine settembre c’è stata la svolta: «Se devo fare il capo politico lo farò» perché «io voglio stare con il M5S fino alle elezioni e vincerle». Così il M5S è sempre più centralizzato.
Grillo, assieme a Casaleggio, assume la guida dei cinquestelle, mettendo in un canto il direttorio composto da cinque giovani deputati (Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia) da lui proposto due anni fa e votato sul web dal 91,7% degli iscritti.
Tuttavia è proprio la scarsa democrazia interna, la poca trasparenza delle decisioni a far scoppiare i contrasti. I dissidenti hanno contestato e contestano le scelte prese da ristretti vertici. L’ultimo clamoroso addio è di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma dal 2012, la prima grande città conquistata dal M5S. Pizzarotti, sospeso dal M5S alcuni mesi fa, ha preso la decisione di andarsene dopo lunghi e duri scontri: «Da uomo libero non posso che uscire», adesso «lascio un Movimento che è cambiato». Le decisioni sono prese dal M5S nelle “stanze chiuse”.
Sono volati gli stracci. Grillo ha ironizzato: «Arrivederci Pizza, ciao» e «spero che si goda i suoi quindici minuti di celebrità». Il sindaco di Parma ha replicato: Grillo è «freddo e distaccato, distante e oserei dire quasi inumano». Alla prossima puntata.

Rodolfo Ruocco

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