giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Parisi caro, così ti bruci
Pubblicato il 06-10-2016


Ormai lo gettano allo sbaraglio ovunque. Solo poco fa è stato inserito anche in un complicato dibattito televisivo con la Boschi, che di riforma costituzionale è obbligata a sapere tutto. Parisi è gentile, pacato, sorridente, ma non ce la fa. Non conosce né i comportamenti nelle due aule di Forza Italia (anzi confessa di non essere di Forza Italia, ma allora perché è in televisione?) né il testo della riforma. Si tiene sulle generali. Poi ha due cadute verticali. La prima quando contesta il fatto che nel nuovo Senato i consiglieri non portino, come quelli dei lander tedeschi, il parere dei governi regionali e si sente rispondere dalla Boschi che quella era la posizione del Pd, ma che Forza Italia non era d’accordo perché il Pd governa la stragrande maggioranza delle regioni. La seconda quando Parisi si è intestardito sul fatto che la possibilità di commissariare le regioni in rosso fosse già prevista nell’attuale costituzione e dunque non avesse senso riprenderla nella nuova. Il temerario Parisi ha aperto il libretto ove era stampata la Costituzione italiana in segno di sfida, ha sfogliato le pagine, assicurando che avrebbe trovato la norma, poi ha chiuso gli occhi e ha parlato d’altro. Non ci si improvvisa politici a 60 anni e se si è stati dirigenti di stato non si può dimenticare che l’attuale costituzione prevede solo referendum abrogativi e non di indirizzo, come appunto avvenuto in Gran Bretagna. Pazienza. Ci eravamo illusi che con Parisi potesse emergere un centro liberale di cui si sente un gran bisogno. Di Parisi continuiamo ad avere stima. E’ forse lui che ne ha poca di se stesso se continua a buttarsi via.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento