sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ARRIVA L’APE
Pubblicato il 14-10-2016


 

pensioneIl Governo  cambia  l’accesso  all’APE  rispetto  alle  aspettative  dei  sindacati.  Per  accedere  alla  pensione  anticipata  sociale  prima  dell’età  necessaria  alla  pensione  di  vecchiaia  sarà  possibile  a  63  anni  con  un  anticipo  di tre  anni  e  sette  mesi. Per  i  requisiti  necessari  ad  avere  un  reddito  ponte  interamente  garantito  dallo  Stato e dunque  senza  alcuna  penalizzazione  occorre  avere  un  reddito  non  superiore  a  1350  euro  lordi  su  base  mensile.  A  beneficiarne  saranno  i  disoccupati  senza  ammortizzatori  sociali  con  almeno 30  anni  di  contributi.  Potranno  beneficiarne  anche  i  lavoratori  con  un  disabile a carico  e  anche coloro  che  svolgono  un  lavoro  gravoso  tra  cui  le  maestre  della  scuola  d’infanzia,  i  lavoratori  edili,  i  macchinisti  e  gli infermieri di sala operatoria  se  avranno  accumulato  almeno  36 anni  di  contribuzione.  Questo  sarebbe  il  progetto  presentato  oggi  ai  sindacati  nel  corso  dell’ultimo  incontro  prima  del  varo  della  legge   di  stabilità  che  dovrebbe  essere  approvato  domani  dal  Consiglio  dei  Ministri.  L’operatività  dell’APE  avrebbe  decorrenza  dal  primo  maggio  del  2017.

La  proposta  del  Governo  ha  spiazzato  i  sindacati  scatenando  la  CGIL.  La  CGIL  ha  replicato  prontamente : ”Il  Governo  ha  cambiato  le  carte  in  tavola,  30  anni  di  contributi  invece  di  20.  Si  rimangia la  parola  data  ed  è  inaffidabile”.  Da  Firenze  il  leader  della  CGIL  Susanna  Camusso  usa  parole  dure: “Se  penso  al  Mezzogiorno,  alle  donne,  vuol  dire  aver  inventato  l’ultimo  giro  dei  criteri  per  escludere  le  persone,  soprattutto  quelle  con  grande  discontinuità  contributiva”.  Poi  ha  continuato  attaccando: “Ci  siamo  trovati  stamattina  davanti  a  un  non  rispetto  delle  cose  che  abbiamo  detto:  la  possibilità  di  andare  in  pensione  anticipata  rispetto  alla  vecchiaia  per  alcune   condizioni  sociali  e  lavori  gravosi  sarebbe  condizionata   non  ai  normali  criteri  delle  pensioni  di  vecchiaia  ma  alle  nuove  barriere,  una  di  30  ed  una  di  36,  che riteniamo siano inventate esclusivamente  per  ridurre  la  platea,  per  non  permettere  l’accesso ed  in  più  si  scontrano  con  la  ragione  stessa  della  pensione  di  vecchiaia”.  In  aggiunta  ha  messo  in  dubbio   anche  la  consistenza  stessa  delle  risorse garantite dal governo. In conclusione rincara la dose: “un’ulteriore  discriminazione  in  un  sistema  pensionistico  che  ne  ha   già  troppe”.

Con toni  più  contenuti,  anche  UIL  e  CISL  hanno   sollecitato  una  revisione  dei  limiti   della  contribuzione prevista per  l’APE sociale. Domenico Proietti, segretario  confederale  della  UIL  ha  dichiarato: “Abbiamo  fatto  complessivamente  un  buon  lavoro  anche  se  restano  alcune  criticità  da  risolvere. Abbiamo  chiesto di  ampliare  la  platea  dell’APE social  cercando  di  abbassare  i  contributi  e  di  limare  verso  l’alto  il  tetto  di  reddito  previsto”.

Maurizio  Petriccioli  della  CISL  in  una  nota  ha dichiarato: “Mantenere  ampia  la platea  dei  lavori  gravosi  è  una  priorità  della  CISL  per  rispondere  al   maggior  numero  di  lavoratori,  lavoratrici e  disoccupati,  contribuendo  ad  alleviare  alcune  situazioni  di  disagio  sociale”.

Le  posizioni  dei  sindacati  confederali  sono  piuttosto  coincidenti.  Per  i  sindacati,  la  mossa  del  Governo  vanifica  anche  le  rassicurazioni sulle  risorse  da  stanziare   che  sembrerebbero  di  1,5 -1,6 miliardi  per  il  2016  e  per  complessivi  6  miliardi  per  il  triennio  2017-2019.

Il  Ministro  Giuliano  Poletti  che  non  ha  partecipato  all’incontro  tecnico  di  Palazzo  Chigi,  cerca  di  ammorbidire  le  posizioni: “Stiamo  lavorando  al  meglio  per  trovare  un  punto  di  equilibrio.  Il  Governo  sapeva  di  dover  tenere  in  equilibrio  una  serie  di  elementi, il  primo  dei  quali  è  la  dotazione  economica  che  vale  6 miliardi,  e  quindi  decidere  e  valutare  insieme  platee  e  materie,  anche  perché  la  legge  di  bilancio  è  approvata  quando  viene  approvata”.

Sull’APE  volontaria  compreso  il  calcolo  più  favorevole  della  rata  di  ammortamento  del  prestito  pensionistico  che  i  lavoratori  si  troveranno  eventualmente  a  pagare  intorno  al  4,5-4,6%  per  ogni  anno  di  anticipo  sulla  pensione. Confermato  anche  per  i  lavoratori  precoci  la  possibilità  di  pensionamento  senza  prestito  pensionistico  per  i  lavoratori  con  41 anni  di   contributi  per  disoccupati e  lavori  gravosi ,  gli  stessi  previsti  per  l’APE  social.

Il  quadro definitivo sull’argomento  dovrebbe  esserci  domani,  dopo  la  riunione  del  Consiglio  dei  Ministri,  a  meno  che  in  quella  stessa  sede  non  si  dovesse  decidere  per  un  rinvio  dopo  un  accordo  condiviso  con  le  organizzazioni  sindacali  CGIL,  CISL  e  UIL.

Salvatore  Rondello

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