giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Scontro tra Damiano e Boeri… e Padoan
Pubblicato il 25-10-2016


damiano-e-boeri-sulla-riforma-pensioniIl dibattito pensionistico è, come ormai ben chiaro, decisamente ancora aperto anche dopo le recenti novità per le pensioni di mini pensione, quota 41, aumenti delle pensioni inferiori che maggioranza e forze sociali sarebbero intenzionate ad approvare entro la fine dell’anno.
La prima questione aperta resta quella del testo della Riforma Pensioni in Legge di Stabilità 2017 atteso alla Camera questa settimana (in ritardo rispetto alla data prevista del 20 ottobre) che consegue l’attesa da Bruxelles della lettera con le critiche e le raccomandazioni sulla legge di Bilancio e il rispetto dei vincoli europei già anticipate in questi giorni dalla stampa.
Nonostante la Riforma quindi sia tutta da ‘vedere’, ci sono già i primi scontri ben visibili tra i professori, Cesare Damiano, Tito Boeri e Pier Carlo Padoan in merito al pacchetto previdenziale studiato dal governo per il prossimo anno, al cui interno rientra anche l’Ape, l’anticipo pensionistico che consente al lavoratore di uscire con 3 anni di anticipo rispetto all’attuale soglia di 66 anni e 7 mesi fissata dalla riforma Fornero, dietro un prestito da restituire in vent’anni, con una decurtazione dell’assegno intorno al 4,5 per cento per ogni anno di anticipo.
Nulla da fare per i quota 96, che resteranno in servizio ancora per qualche anno. Il verdetto arriva direttamente dall’Inps: gli esodati “creati” dalla Legge Fornero, non rientreranno nella prossima Legge di Stabilità, dopo mesi di audizioni e appelli. Il problema fondamentale è dato dal numero di questi esodati, che non si conosce realmente, per cui non è possibile stimare in nessun modo il costo di un provvedimento di deroga che riesca a garantire la pensione a questa fetta di personale scolastico, che dovrebbe contare dalle 4mila alle 9mila unità.
La prima sferzata arriva proprio dal numero uno dell’Inps che critica, seppur indirettamente, l’Esecutivo mettendo in primo piano il problema dei ‘giovani’ e del ‘futuro’: “Bisognerebbe investire di più sul lavoro. Un Paese che non investe sul lavoro e continua a investire da tempo di lavorare è un Paese che non ha futuro. Se c’è la scelta politica di aiutare i bassi redditi e le persone che sono già in pensione, dare la quattordicesima non è lo strumento più adatto, si guarda solo alla pensione individuale e va anche alle persone che appartengono a nuclei familiari con redditi elevati”.
“Non sono d’accordo con Tito Boeri – risponde in una nota il deputato del Pd, Cesare Damiano – la legge di Bilancio non tiene conto soltanto di chi è in pensione o sta per andarci e non dei giovani: se ci soffermiamo soltanto al capitolo previdenza, l’anticipo pensionistico ha anche l’obiettivo di facilitare il turnover e quindi l’assunzione dei giovani”.
Tuttavia la prima risposta a Tito Boeri era stata data già dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che aveva puntualizzato: “Vorrei ricordare al presidente dell’Inps che alcune delle proposte di riforma della previdenza che proprio lui ha presentato nei mesi scorsi avrebbero creato dei problemi importanti di appesantimento della spesa e messo a rischio i conti pubblici”, replica il responsabile dell’economia italiana. Mentre raccoglie la soddisfazione da più parti sociali per una manovra che in Italia convince e in Europa no, il punto di Padoan anche sull’operato dell’Inps è chiaro e non lesina
critiche sempre a Boeri. “Su questo non commento. L’Inps è vigilato dal ministero del lavoro. Piuttosto ricordo che di flessibilità pensionistica si parlava già un anno fa, noi ci siamo impegnati a introdurla per il 2017 e abbiamo mantenuto l’impegno”.
Nonostante i buoni propositi del ministro del Tesoro, resta il grande dubbio sul funzionamento. Definite le ultime novità per le pensioni da inserire nel nuovo testo unico, il cui iter di discussione è partito, le ultime notizie su meccanismi di funzionamento e tempi sono ancora piuttosto confuse. Partendo dai tempi, le ultime e ultimissime notizie hanno riferito che la mini pensione dovrebbe partire, come riferito dal ministro dell’Economia Padoan alla presentazione del testo unico, dal primo maggio, ma ancora non si sa se dal primo maggio si potrà già lasciare anzitempo la propria occupazione con la mini pensione o se sarà il tempo in cui si potranno iniziare ad inviare le domande per la richiesta della stessa mini pensione.
Anche gli schieramenti, nella confusione di procedure e dati, restano confusi. Le forze sociali, ad esempio, in un primo momento avevano parlato di un buon accordo per le pesnioni, ma da qualche giorno sembrano aver fatto un leggero passo indietro, soprattutto nell’attesa che siano fatti ulteriori chiarimenti su dettagli e funzionamento delle stesse novità per le pensioni messe a punto. Le recenti novità per le pensioni sono così finite al centro dell’attenzione di tecnici, studiosi ed esperti, anch’essi alle prese con posizioni il cui testo definitivo ancora si attende…

Liberato Ricciardi

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