domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Presentata la manovra: 24,5 mld, Pil a +1%
Pubblicato il 12-10-2016


Padoan-crescita ItaliaIl Parlamento sta per votare il nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica del governo, passo necessario perché sabato prossimo il Consiglio dei ministri approvi la manovra da 24,5 miliardi di interventi nel 2017. Camera e Senato sono chiamati ad esprimersi sulle risoluzioni di maggioranza relative alla Nadef, la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Come da prassi, la revisione delle stime di deficit rispetto ad aprile richiede anche un voto separato a maggioranza assoluta.

L’esecutivo guidato da Matteo Renzi vede il Pil in crescita dal +0,8% atteso nel 2016 al +1% del 2017, anno nel quale la dinamica tendenziale del prodotto è indicata a +0,6%. L’effetto di stimolo sarebbe dovuto non solo alle riforme ma anche al deficit, indicato al 2% del Pil a fronte di un 1,6% tendenziale. La legge di Bilancio conterrà infatti una manovra netta espansiva da circa 6 miliardi. Il Parlamento autorizzerà il governo anche ad alzare l’asticella del deficit fino al 2,4% del Pil per finanziare le spese legate al sisma di fine agosto e all’emergenza migranti. Bisognerà naturalmente vedere come andrà il negoziato con la Commissione europea, dalla quale sono arrivati segnali di parziale apertura. Intanto, però, lo scenario tracciato dal governo non ha convinto l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che si è rifiutato di validare gli obiettivi programmatici della Nadef parlando di stime affette da “eccesso di ottimismo”.

“Nella bozza della manovra di bilancio – ha affermato Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista alla Camera – ci sono molte cose che ci convincono. Ci convince la scelta di cercare la crescita puntando su maggiori investimenti pubblici, sul sostegno alle fasce più svantaggiate della popolazione con iniziative a sostegno della famiglia e alla perequazione delle pensioni più basse, sul rinnovo dei contratti pubblici che sono bloccati da sette anni, sul fondo di garanzia per il credito alle imprese e il ‘pacchetto competività’, sulla conferma del blocco dell’aumento dell’Iva”.

Nonostante la censura, il governo ha confermato le stime. Rispetto alle valutazioni dell’Upb “lo scarto è contenuto e a noi sembra non significativo anche in termini statistici”, ha detto ieri sera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in commissione Bilancio a Montecitorio. L’opinione dell’Upb non ha carattere vincolante né per il governo né per il Parlamento, dal momento che le procedure del Fiscal compact, il nuovo Patto di stabilità europeo, si ispirano al principio “rispetta o spiega”. Padoan ha illustrato ai deputati la struttura della manovra, che conterrà misure complessive per 24,5 miliardi con 18,4 miliardi di coperture. Oltre a confermare la sterilizzazione dell’Iva (15 miliardi), il ministro ha annunciato 347 milioni per misure sulla competitività di Industria 4.0 come il super e l’iper ammortamento, gli incentivi all’acquisto di macchinari industriali.

Quasi 4 miliardi serviranno a finanziare maggiori investimenti in opere pubbliche, la messa in sicurezza delle scuole, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi e l’estensione al 2017 delle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie. Circa 3 miliardi sono previsti per le politiche sociali, tra le quali rientrano le misure in campo previdenziale e le risorse necessarie al rinnovo del contratto nel pubblico impiego. Prenotano altri 2 miliardi le cosiddette spese indifferibili come la cassa integrazione, la manutenzione di strade e ferrovie, le missioni militari all’estero e i finanziamenti all’Università. Tra le coperture figurano 8,5 miliardi di non precisate entrate aggiuntive. Renzi ha sempre sostenuto che il governo non aumenterà le tasse. L’ultima volta che le entrate erariali sono aumentate risale ad ottobre 2013, quando l’Iva salì al 22%.

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