martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giornata delle bambine, diritti da difendere
Pubblicato il 11-10-2016


“La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze riflette la necessità di mettere al centro dell’agenda dello sviluppo i diritti delle ragazze“, ha dichiarato Anju Malhotra, la responsabile della sezione Genere e Diritti all’UNICEF.
giornata-bambineLa Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child) istituita dall’Onu nel 2011, è stata proposta dall’UNICEF e dalle organizzazioni partner per mettere la parola fine ai matrimoni precoci. È una violazione dei diritti umani con conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina.
Secondo il rapporto “Every Last Girl: free to live, free to learn, free from harm”, lanciato oggi da Save the Children, il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere una bambina o una ragazza, la Svezia il migliore. Altri due Paesi scandinavi, Finlandia e Norvegia, occupano il secondo e il terzo posto in classifica, mentre l’Italia si piazza in decima posizione, davanti a Spagna e Germania.

Il dossier contiene la graduatoria dei Paesi dove bambine e ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo, basata su 5 parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento. L’Italia ha gli stessi risultati della Svezia per quanto riguarda il numero di figli per madri adolescenti (6 su 1.000) e tasso di mortalità materna (4 su 100.000 nascite), mentre ha una percentuale minore di donne che siedono in Parlamento (31% contro 44%).
È tutt’altro che rosea la condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo: ogni sette secondi una ragazza con meno di 15 anni si sposa, oltre un milione di ragazze diventano madri prima di compiere i 15 anni, mentre 70.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni perdono la vita ogni anno per cause legate alla gravidanza e al parto.

Pia Locatelli, capogruppo Psi alla Camera, da sempre in prima linea sui diritti delle donne ha ricordato che celebrare questa giornata rappresenta “un’occasione per ricordare che c’è ancora molto da fare per combattere le numerose violazioni dei loro diritti, contrastare le varie forme di violenza e discriminazione che subiscono e le norme sociali che ne condizionano la libertà di scelta, l’integrità del corpo e la dignità”. “Attualmente – precisa Locatelli – sono 62 milioni i minori che vivono in aree di grave confitto vittime di soprusi, di diritti negati, d’infanzia calpestata, e tra questi 62 milioni i danni maggiori sono quelli subiti dalle bambine e dalle ragazze: stupri, mutilazioni e riduzioni in schiavitù”. La deputata socialista ha poi ricordato che “anche fuori dal teatro di guerra, la sottomissione e i soprusi continuano, perché l’assenza di istruzione, l’estrema povertà, una cultura familiare profondamente patriarcale, che supera e ignora le leggi (quando ci sono), cancellano i più elementari diritti delle ragazze e delle bambine facendone vittime di mutilazioni genitali, matrimoni precoci, tratta, abbandono scolastico, lavoro in condizioni di semi schiavitù”.

“Una drammatica situazione – continua Locatelli – che è stata ricordata dalla Onlus Terre des Hommes che, nella giornata di oggi, ha rilanciato la Campagna ‘in-difesa’ per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione da violenza, discriminazioni e abusi”.

Infine Pia Locatelli per quanto riguarda le iniziative del nostro Paese ha fatto sapere: “L’Italia è sensibile a questi temi, lo dimostra la recente approvazione all’unanimità di una mozione parlamentare volta a prevenire e eliminare i matrimoni precoci e forzati, e l’impegno già mostrato per la campagna contro le mutilazioni genitali femminili. Continuiamo nel nostro sforzo, in linea con gli obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite per il 2030, per un mondo dove le ragazze possano vivere libere dalla violenza e sviluppare appieno i loro talenti”.

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