giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Referendum e Italicum, i crucci di fine anno
Pubblicato il 28-10-2016


urna-elettoraleUn sondaggio Ixè per la trasmissione di Raitre “Agorà” segnala una crescita dei sostenitori del no al referendum. Un aumento di due punti, dal 36% al 38% mentre i sì restano invariati al 37%. Piccoli scostamenti. Mentre resta ancora molto corposo, anche se in calo dal 25% al 23%, il numero degli indecisi. Sale anche la percentuale (dal 55% al 56%) dei cittadini che si recheranno a votare il 4 dicembre per il referendum costituzionale. Quello che è certo è che fino a quella data lo scontro tra maggioranza e opposizione sarà senza sconti.

“Il M5s, e Di Maio in particolare – ha detto la senatrice del Pd Anna Finocchiaro –   dicono che verranno compressi gli strumenti di democrazia popolare, ma è vero il contrario”. Una campagna che la senatrice del Pd definisce “falsata dalle ragioni  della conflittualità della politica”. “Renzi ha sbagliato – dice riferendosi alla iniziale personalizzazione del referendum – ma è una riforma che cerchiamo da almeno tre decenni. Le ragioni della riforma vanno spiegate anche storicamente, voto non  contro qualcuno, in odio a qualcuno, ma sul merito”. Mentre per il ministro per le Riforme Boschi  “il punto di forza sta nel superamento del bicameralismo paritario. Quando hai istituzioni più efficienti, che lavorano in modo più efficace, con procedure più snelle, potendo  prevedere i tempi, non del governo, ma del Parlamento, è un vantaggio per tutti”.

In difesa della riforma sottoposta a referendum, il ministro dell’Interno Angelino Alfano per il quale “nessuno degli ideali scritti nella Carta dai nostri costituenti, nessuno dei diritti e dei doveri degli italiani viene toccato nella scelta referendaria. La scelta referendaria tocca solo la macchina organizzativa e di funzionamento dello Stato, che è bellissima, ma è una macchina d’epoca e va risistemato il motore. Questa è l’occasione giusta per farlo, non ci vengano a raccontare che, fallita questa riforma se ne fa un’altra, perché non è vero” aggiunge il leader Ncd.

La settimana prossima sarà anche importante per le sorti dell’Italicum, altro argomento caldo di fine anno.  Con il Pd che dovrebbe arrivare a una proposta comune di modifica. Il condizionale è d’obbligo ovviamente. “È giusto – afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio – che il partito di maggioranza relativa trovi la quadra sulle proposte di correzione all’Italicum per affrontare in modo coerente il confronto con i gruppi parlamentari diversi dal PD. Mi sembra che il tentativo che si sta mettendo in campo sia serio e degno di credito. Certo sarebbe molto utile incardinare subito alla Camera la discussione sulla riforma: confermerebbe la serietà degli intenti”.

Taglia a ogni modifica il Movimento 5 Stelle che definisce il tentativo di cambiare la legge elettorale “un valzer che non modificherà nulla”. “A me – dice Luigi Di Maio – stanno a cuore le preferenze. Si prenda in considerazione il nostro proporzionale con correttivi, se nel Pd vogliono altro lo  dicano”, conclude il vicepresidente della Camera.

Redazione Avanti!

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